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    Home » Politica Estera » Il passo indietro di Biden visto da Bruxelles. Borrell: Per le relazioni Ue-Usa “farà una gran differenza chi vincerà le elezioni”

    Il passo indietro di Biden visto da Bruxelles. Borrell: Per le relazioni Ue-Usa “farà una gran differenza chi vincerà le elezioni”

    Nei commenti dei ministri degli Esteri dei 27 riuniti a Bruxelles emergono il "rispetto per una decisione difficile" e le inquietudini per un possibile ritorno di Donald Trump alla Casa bianca. Tajani: "Chiunque sarà il presidente, Italia rimarrà interlocutore privilegiato"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    22 Luglio 2024
    in Politica Estera
    biden

    (FILES) US President-elect Joe Biden speaks outside Center Parc Stadium in Atlanta, Georgia, on January 4, 2021. (Photo by JIM WATSON / AFP)

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    Bruxelles – Rispetto, per la decisione di Joe Biden e per il processo democratico negli Stati Uniti. Ma con un filo di preoccupazione in più, perché il ritiro del presidente americano dalla corsa per la Casa bianca accresce lo spauracchio di un ritorno di Donald Trump. I ministri degli Esteri dell’Ue si ritrovano a Bruxelles la mattina dopo il passo indietro di Biden e si interrogano sul futuro delle relazioni transatlantiche: a seconda di chi sarà il prossimo presidente a stelle e strisce, per l’Alto rappresentante Ue, Josep Borrell, “ci sarà sicuramente una gran differenza”.

    Per cogliere la portata dell’avvertimento di Borrell, basta dare un occhio ai temi principali in agenda all’incontro di oggi (22 luglio) tra i ministri dell’Ue: il sostegno all’Ucraina e la crisi in Medio Oriente. Due scenari su cui – se dovesse essere eletto a novembre – il tycoon repubblicano ha già dimostrato di poter stravolgere le posizioni dell’asse transatlantico. Senza inoltrarsi nelle relazioni bilaterali tra i due alleati sulle sponde dell’Atlantico, già messe in forte difficoltà durante il primo mandato Trump. “Abbiamo lavorato molto bene con Biden, ma se decide di ritirarsi perché pensa che un altro candidato possa avere più forza per far vincere il Partito Democratico, noi lo rispettiamo”, ha dichiarato Borrell all’ingresso al Consiglio, rispondendo in italiano a una domanda della stampa.

    Dello stesso tenore il commento della ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock: “Ho grande rispetto per la scelta del presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, di anteporre gli interessi del suo Paese ai propri”, ha dichiarato. Berlino sembra essere una delle cancellerie più preoccupate da un eventuale ritorno di Trump alla Casa bianca: secondo il Financial Times, Baerbock avrebbe costituito un ‘gruppo di crisi’ informale per discutere e prepararsi allo scenario che potrebbe materializzarsi dopo il 5 novembre.

    Ha tagliato corto il ministro degli Esteri francese, Stéphane Séjourné, che ha rassicurato che “non cambierà niente”. Concetto – o augurio – sviluppato e declinato in salsa italiana dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Siamo convinti che chiunque sarà il presidente, l’Italia rimarrà un interlocutore privilegiato”, ha dichiarato. Secondo il leader di Forza Italia, e alleato di governo di Salvini e Meloni, “non tocca a noi interferire con la campagna elettorale“, ma “rispettare le scelte che faranno gli americani”.

    Kamala Harris e Joe Biden (Photo by Brendan SMIALOWSKI / AFP)

    Non solo rispetto, ma anche “affetto” espresso da José Manuel Albares Bueno, ministro degli Esteri spagnolo, per l’ottantunenne presidente, sulla graticola per i dubbi sulla sua lucidità, e per una “decisione difficile” che dimostra invece “profondità di sguardo e senso dello Stato”. Da Madrid aveva già comunicato “ammirazione e riconoscimento” il primo ministro Pedro Sanchez. In una nota pubblicata su X, il premier socialista spagnolo ha ricordato che con la sua “determinazione e leadership” Joe Biden ha permesso agli Stati Uniti di “superare la crisi economica seguita alla pandemia e al grave assalto al Campidoglio“, il tentativo di insurrezione fomentata proprio da Trump il 6 gennaio 2021. Come a voler sottolineare cosa c’è in gioco, Sanchez ha inoltre definito “esemplare” il sostegno che Washington ha garantito finora all’Ucraina. E che rischia di essere rimesso seriamente in discussione se dovesse vincere il candidato repubblicano.

    Ma “il ritiro di Biden non significa automaticamente la vittoria di Trump”, ha ricordato Hadja Lahbib, ministra degli Esteri del Belgio. Il sostituto dell’anziano presidente nella corsa alla Casa Bianca sarà nominato solo alla convention del Partito Democratico, in programma a Chicago dal 19 al 22 agosto, ma tutte le attenzioni convergono sulla vice di Biden, Kamala Harris. Nella nota con cui ha comunicato il suo passo indietro, Biden ha fatto sapere che intendere sostenere la candidatura di Harris, la quale ha a sua volta confermato di voler prendere il testimone dal leader democratico. “Auguro tutto il meglio a Kamala Harris, che forse prenderà ora la guida, una donna forte”, ha dichiarato ancora la ministra belga. Il cui endorsement rispecchia verosimilmente la speranza di tutta l’Ue di non avere nuovamente a che fare con The Donald.

     

    Tags: Consiglio Affari esteriJoe Bidenusa

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