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    Home » Politica » Geoblocking, le regole Ue non arrivano fuori Europa. Se la Francia adesso paga la sua ‘grandeur’

    Geoblocking, le regole Ue non arrivano fuori Europa. Se la Francia adesso paga la sua ‘grandeur’

    Nei territori d'oltremare della République permangono le restrizioni all'accesso di contenuti audiovideo. Insorgono gli europarlamentari di Rn, Vestager: "Regole valgono per il mercato unico"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    28 Novembre 2024
    in Politica

    Bruxelles – L’Unione europea oltre l’Europa, ma le normative comunitarie si perdono per il mondo. E’ il caso della Francia e dei suoi territori d’oltremare che, data la loro posizione geografica, non vengono toccati dalla regole anti-geoblocking, la mancata possibilità di vedere serie tv da un Paese dall’altro. Le istituzioni Ue hanno vietato le restrizioni on-line nel 2018, per evitare discriminazioni e creare un mercato unico e armonizzato per i servizi audiovisivi su internet. La Francia però non è solo in Europa. Ben 13 porzioni di territorio francese si trovano in altri continenti, rendendo impossibile l’attuazione di alcune regole comuni, a iniziare dal geo-blocking.

    Sono proprio gli europarlamentari francesi (di Rassemblement National) a sollevare il caso, con la Commissione europea costretta a invitare a fare attenzione. Innanzitutto il regolamento sul geo-blocking si applica “all’interno del mercato interno”, ricorda Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile per la Concorrenza nella risposta fornita ai deputati europei. Vuol dire che copre l’area dei 27 Stati membri dell’Ue più Norveglia, Svizzera, Lichtenstein e Islanda. In secondo luogo “l’applicazione della normativa è di competenza degli Stati membri”, i quali “sono tenuti a designare organismi che forniscano assistenza pratica ai consumatori in caso di controversia, anche fornendo informazioni sulle norme applicabili e sui rimedi disponibili”. Vuol dire che in caso contrario la Commissione può intervenire contro lo Stato, avviando una procedura d’infrazione.

    La richiesta che arriva dalla truppa di Rassemblement National appare dunque fuori luogo. Dalla replica fornita a Bruxelles il suggerimento implicito è quello di rivolgersi al governo di Parigi, fermo restando che comunque, assicura Vestager, la Commissione “continua a monitorare l’attuazione di questo regolamento, la cui revisione è prevista per il 2025, e a collaborare con le autorità nazionali per affrontare eventuali casi di non conformità”.

    La Francia con i suoi territori d’oltremare [foto: Superbenjamin, Wikimedia Commons]
    La Francia non è solo ‘l’Hexagone’, la Nazione incastonata nel Vecchio continente. Fuori dall’Europa si contano un totale di 13 estensioni francesi, con diverso status. In cinque di questi territori (Guyana francese, Guadalupa, Martinica, Réunion e Mayotte) circola l’euro, la moneta unica dell’Unione europea, nei restanti territori è invece in uso il Franco Cfp. Nascere in uno di questi territori francesi conferisce di diritto la cittadinanza francese e, di conseguenza, lo status di cittadini comunitari. Tuttavia la collocazione geografica rende più difficile estendere le normative europee fin alle vecchie colonie.
    La grandeur francese, l’ambizione di potenza tradottasi con l’estensione dei domini ha insomma anche dei prezzi da pagare. Nel caso della Francia questo si scontra con la natura stessa di potenza globale. I patrioti lepeniani se ne rendono conto con le regole anti-restrizioni alla fruizione delle serie Tv e film on-line. Bisogna scegliere: o andare in vacanza in Nuova Caledonia o in Martinica, oppure restare a Parigi a vedere la propria serie preferita.
    Tags: filmfranciaGeoblockingmercato unicoservizi audiovisivistreamingterritori d'oltremareue

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