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    Home » Politica » “Qui si fa l’Europa o si muore”: il 15 marzo l’Italia in piazza per l’Ue

    “Qui si fa l’Europa o si muore”: il 15 marzo l’Italia in piazza per l’Ue

    "Una piazza per l'Europa". Sabato a Roma e in diverse città italiane sindaci, sindacati, associazioni. Manifestazioni anche a Bruxelles. I partiti si dividono sull'adesione, pesa il tema del riarmo

    Marco La Rocca di Marco La Rocca
    13 Marzo 2025
    in Politica

    Bruxelles – Nel nostro continente si vivono tempi incerti. Tra riarmo, dazi e conflitti, i cittadini italiani, ed europei, si sentono disorientati, cercano risposte, chiedono azioni decise, unitarie: che si faccia qualcosa insieme. Questo senso di smarrimento generale, come spesso capita nei periodi di difficoltà, ha trasformato l’appello di un singolo in qualcosa di più grande, una manifestazione per l’unità e la libertà dell’Unione europea. Sabato 15 marzo si terrà a Piazza del Popolo a Roma, e in decine di altre città italiane, l’evento “Una piazza per l’Europa“, una manifestazione apartitica, con sole bandiere europee, rivolta a tutti i cittadini che desiderano dire di sì all’Ue.

    L’iniziativa, che è cresciuta rapidamente col passare dei giorni, è partita da un’appello lanciato dal giornalista Michele Serra sulle pagine di Repubblica, in un’amaca del 22 febbraio intitolata “Dite qualcosa di europeo”. “Mi sono domandato perché non si organizza una grande manifestazione di cittadini per l’Europa, la sua unità e la sua libertà. Con zero bandiere di partito, solo bandiere europee. Qualcosa che dica, con la sintesi a volte implacabile degli slogan: ‘Qui si fa l’Europa o si muore‘”, ha spiegato in seguito Serra.

    Michele Serra (foto: Imagoeconomica)

    La proposta è stata subito accolta dai sindaci italiani, con Roberto Gualtieri che si è messo a disposizione per ospitarla nella Capitale. Il presidente nazionale Anci e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, ha rilanciato proponendo di allargare la manifestazione a tutti i comuni italiani, raccogliendo la sottoscrizione di quindici sindaci di diversi schieramenti, tra cui Beppe Sala (Milano), Stefano Lo Russo (Torino), Matteo Lepore (Bologna), Sara Funaro (Firenze), Roberto Lagalla (Palermo), Massimo Zedda (Cagliari), Vito Leccese (Bari) e Luigi Brugnaro (Venezia). L’evento vedrà manifestazioni parallele anche a Bruxelles a Place da l’Albertine, dove alle 15.30 si riuniranno realtà politiche, sindacali, e civiche, tra cui il circolo del Partito Democratico (Pd) e associazioni europeiste come “La Nuova Europa“, “Tutti Europa 2030” e “Associazione Giuseppe Mazzini”.

    Matteo Renzi di Italia Viva, Carlo Calenda di Azione, Elly Schlein del Pd, Giorgio Mulè di Forza Italia e Pier Ferdinando Casini di Centristi per l’Europa sono stati tra i primi a far sapere che ci saranno, acconsentendo a non sfoggiare bandiere e simboli di partito. A Piazza del Popolo ci saranno Legambiente, Agesci, Legacoop e la Comunità di Sant’Egidio, ma anche +Europa, le associazioni Lgbtq+ e, con non poche proteste da parte della base, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che ribadiranno “l’importanza di difendere il progetto comune europeo e le basi democratiche su cui si fonda”. l’Anpi ribadirà il suo sostegno ad un’Europa pacifica e il rifiuto del piano Rearm Europe mobilitando le sue delegazioni su tutto il territorio nazionale.

    Nonostante le numerose adesioni, emergono fratture all’interno del centrosinistra riguardo alla partecipazione alla manifestazione. Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) ha espresso il suo sostegno all’iniziativa, ma con alcune precisazioni. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno dichiarato di aderire all’appello per la piazza, sottolineando però la necessità di rimarcare la loro posizione: no a spendere in armi, sì alla spesa sociale. Giuseppe Conte, durante la protesta di ieri (12 marzo) a Strasburgo, si è scagliato contro l’iniziativa, facendo sapere che il Movimento 5 stelle non scenderà in piazza: “Oggi manifestare per questa Europa significa manifestare per questo piano di riarmo, i cittadini non possono essere sottoposti all’ ambiguità di una piazza dove tanti esponenti porteranno le bandiere dell’economia di guerra”.

    Il centrodestra è stato più critico. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani (Forza Italia) ha dichiarato che “l’Europa va sostenuta, ma con riforme concrete, non con eventi simbolici”. Più netta la posizione di alcuni esponenti di Fratelli d’Italia, che vedono l’iniziativa come una risposta tardiva e superficiale alle sfide che l’Ue deve affrontare. Il ministro Guido Crosetto ha commentato: “Non basta sventolare una bandiera per rendere l’Europa più forte. Servono politiche serie su difesa comune, energia e industria”. Matteo Salvini, segretario della Lega, ha invece scelto una linea più polemica: “Mentre qualcuno fa le manifestazioni con le bandierine, noi lavoriamo per cambiare questa Europa, che oggi schiaccia lavoratori, agricoltori e imprenditori con regole assurde”.

    Tra i più critici anche il collettivo Potere al Popolo, che ha fatto sapere che “contro i guerrafondai” organizzerà sabato una contro-manifestazione a Roma, a piazza Barberini: “L’effetto ‘Serra’ nuoce alla pace”, questo lo slogan dell’evento.

     

    Tags: europamanifestazione

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