- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 29 Maggio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » L’Ue propone una lista di 7 Paesi d’origine sicuri. Ci sono Bangladesh, Egitto e Tunisia

    L’Ue propone una lista di 7 Paesi d’origine sicuri. Ci sono Bangladesh, Egitto e Tunisia

    Gli altri sono India, Marocco, Colombia e Kosovo. E tutti i Paesi candidati all'adesione Ue. Ma la Commissione propone che che gli Stati membri possano effettuare procedure accelerate per tutti i cittadini provenienti da Paesi con un tasso di riconoscimento delle richieste d'asilo inferiore al 20 per cento

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    16 Aprile 2025
    in Politica
    Modello preventivo migrazione migranti Lampedusa

    (credits: Alessandro Serranò / Afp)

    Bruxelles – Alla fine, la prima lista Ue dei Paesi d’origine sicuri promessa da Ursula von der Leyen è arrivata. Per ora, ci sono Kosovo, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia. Poco importa se, entro l’estate, la Corte di giustizia dell’Unione europea potrebbe rivedere i parametri con cui poter considerare un Paese effettivamente sicuro. La Commissione europea tira dritto e serve un assist all’Italia, che aveva aggiunto Egitto e Bangladesh alla lista nazionale per poter trasferire in Albania le persone migranti provenienti da quei Paesi e valutarne le domande d’asilo con procedure accelerate.

    La proposta di Bruxelles va oltre, perché propone di anticipare due controverse norme previste dal Patto per la migrazione e l’asilo (che entrerà in vigore nel giugno 2026): da un lato che l’esame delle richieste si possa velocizzare per tutti i cittadini provenienti da Paesi il cui tasso di riconoscimento delle domande d’asilo sia inferiore al 20 per cento, dall’altro che gli Stati membri possano designare come Paesi terzi e Paesi d’origine sicuri anche quelli che non lo sono per tutti o in ogni parte del loro territorio.

    Potenzialmente quindi, ben di più dei 7 (più i candidati all’adesione Ue) indicati nella lista comunitaria. Basti pensare che per nessuno dei Paesi scelti dalla Commissione europea il tasso di riconoscimento delle richieste d’asilo supera il 5 per cento. E che per nessuno di questi è stato applicato il principio per cui si potrà escludere regioni specifiche o categorie di individui chiaramente identificabili per designarli sicuri.

    L’obiettivo dichiarato è “aiutare gli Stati membri a trattare più rapidamente e in modo più efficiente le domande di asilo dei richiedenti che potrebbero essere infondate”. In sostanza – se la proposta della Commissione europea verrà approvata da Stati membri e Parlamento europeo – la lista Ue diventerebbe vincolante, ma allo stesso tempo non impedirebbe ai Paesi membri di stilare liste più numerose (quella italiana conta già 19 Paesi). I Paesi membri sarebbero tenuti ad effettuare procedure accelerate o di frontiera per tutti i cittadini provenienti dagli Stati indicati da Bruxelles. Le richieste d’asilo verrebbero valutate in un periodo massimo di tre mesi, e non sei, e le persone migranti trattenute per tutto il periodo della procedura.

    paesi terzi sicuri albania
    Un gruppo di persone migranti trasferite dall’Italia al porto di Shengjin, in Albania, nell’ottobre 2024 (Photo by Adnan Beci / AFP)

    “La richiesta d’asilo sarà valutata nel merito e la conclusione potrà sempre essere impugnata“, mette in chiaro un alto funzionario della Commissione europea. Ma è chiaro che l’obbligo di effettuare procedure accelerate per tutti rischia di entrare in collisione con il principio dell’esame individuale delle richieste d’asilo, “indipendentemente dal fatto che una persona provenga da un paese di origine sicuro o meno”. E “dovrà tenere conto dell’adeguata capacità dei Paesi membri”, sottolinea un alto funzionario Ue.

    Secondo la definizione data dalla direttiva europea in vigore, un Paese è considerato di origine sicuro “se, sulla base dello status giuridico, dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico e della situazione politica generale, si può dimostrare che non ci sono generalmente e costantemente persecuzioni (…), né tortura o altre forme di pena o trattamento disumano o degradante, né pericolo a causa di violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale”.

    Per scegliere i primi 7 Paesi della lista – un elenco “dinamico” che sarà soggetto a integrazioni o depennamenti nel tempo – Bruxelles si è assicurata che fossero Paesi da cui arriva “un flusso significativo di migranti irregolari“, ma ai cui cittadini contemporaneamente venissero riconosciute meno del 5 per cento delle richieste d’asilo. La Commissione ha affermato che l’elenco si basa sulle analisi dell’Agenzia Ue per l’Asilo e su rapporti dell’Unhcr, del Servizio europeo di azione esterna, di organizzazioni della società civile e di media internazionali.

    rimpatri migranti
    Foto d’archivio (credits: Federico Baccini)

    Per quanto riguarda i Paesi candidati, la Commissione europea li considera tutti sicuri a patto che non vi sia una guerra sul loro territorio, che non siano state imposte sanzioni da parte dell’Ue e che il tasso di riconoscimento dell’asilo non sia superiore al 20 per cento. Se l’Ucraina non può chiaramente essere considerata un Paese d’origine sicuro, può esserlo ad esempio la Turchia, candidata all’adesione da anni ma il cui percorso è stato di fatto congelato.

    Sulla convivenza tra le liste nazionali e quella europea, la Commissione sostiene che i Paesi membri potranno continuare a trattare come sicuri altri Paesi “sulla base di una valutazione in linea con le leggi europee”. Proprio quella che, secondo l’avvocato generale della Corte di Giustizia dell’Ue, Roma non ha fornito nel decreto legge con cui ha aggiunto diversi Paesi all’elenco nazionale, e su cui il Tribunale è chiamato a esprimersi relativamente a un ricorso di due cittadini bengalesi trasferiti dalle autorità italiane in Albania e sottoposti a procedure di frontiera. “Ovviamente siamo a conoscenza del parere dell’avvocato generale. Allo stesso tempo, vorrei sottolineare che questa proposta è un’iniziativa politica già annunciata in diversi casi”, ha commentato a riguardo un alto funzionario dell’esecutivo Ue.

    Se poi un Paese dovesse essere rimosso dalla lista Ue, gli Stati membri potrebbero continuare a considerarlo come tale perché la Commissione non sollevi obiezioni entro un periodo di 2 anni dalla rimozione. Ora la palla passa ai co-legislatori, Eurocamera e Consiglio dell’Ue. “Non escludo che possano essere tentati di aggiungere altri Paesi alla lista – ammette una fonte -, ma senza una valutazione della Commissione europea non sarebbe possibile“. Quel che potrebbero però fare i Paesi membri e gli eurodeputati, sarà chiedere di escluderne alcuni o di rivederne i criteri di designazione.

    Secondo Cecilia Strada, eurodeputata del Pd, “la proposta di una lista di Paesi sicuri diffusa dalla Commissione sembra piuttosto un tentativo di forzare il quadro del diritto europeo per dare man forte a questo o quello Stato membro nelle sue politiche interne. O, ancora peggio, un tentativo di creare un contesto di pressione mediatica e politica sulla Corte di Giustizia dell’Ue in vista della sentenza prevista nelle prossime settimane”.

    Tags: commissione europealista ue paesi sicurimagnus brunnerpatto migrazione e asilo

    Ti potrebbe piacere anche

    Tabacco - nicotina - giovani
    Salute

    L’ombra del tabacco sui giovani europei: “La regolamentazione fatica a tenere il passo”

    28 Maggio 2026
    Il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto, con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni [Roma, 29 novembre 2024. Foto: imagoeconomica]
    Energia

    Fitto ‘gela’ Meloni: “Contro il caro-energia usare i fondi di coesione”

    28 Maggio 2026
    Hadja Lahbib - talebani - aiuti umanitari
Fonte: servizio audiovisivo dell'Unione europea
    Notizie In Breve

    L’UE conferma di voler mantenere un canale aperto con i talebani a favore degli aiuti umanitari

    27 Maggio 2026
    Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, monitora le operazioni militari in Iran [foto: imagoeconomica]
    Politica Estera

    Nuovi attacchi USA in Iran, l’UE: “Si mettano a tacere le armi”

    26 Maggio 2026
    Alluvioni Grecia inondazioni UE
    Green Economy

    Inondazioni e rischi climatici combinati: l’UE deve adottare un approccio multirischio

    25 Maggio 2026
    Ursula von der Leyen alla plenaria di Strasburgo, 20 maggio [Foto: EC - Audiovisual Service]
    Industria e Mercati

    Von der Leyen: “Via gli ostacoli e più accordi commerciali, il mercato unico sia strumento per l’indipendenza UE”

    20 Maggio 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    caro carburanti- source: Imagoeconomica

    In UE a fine maggio benzina salita a 1,85 euro al litro e diesel a 1,87 euro

    di Ambrogio Sanelli
    29 Maggio 2026

    Secondo i dati del Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, i prezzi dei carburanti nell'Unione hanno registrato un forte aumento...

    Francia Strasburgo Corte Europea dei Diritti Umani Istituzioni Esterni. Fonte: Imagoeconomica

    La CEDU riceve due ricorsi contro l’Italia per il mancato arresto di Elmasry

    di Iolanda Cuomo
    29 Maggio 2026

    L'uomo era stato accusato di crimini contro l'umanità dalla Corte penale internazionale. Arrestato in Italia, è stato rilasciato quasi immediatamente...

    FAO G20 GREEN GARDEN AL PARCO DELLA CAFFARELLA GENDER EQUALITY UGUAGLIANZA DI GENERE. Caregiver Foto: [Imago economica]

    Più donne che uomini in tecnologia e scienza, ma la parità è lontana nel lavoro di cura

    di Caterina Mazzantini
    29 Maggio 2026

    Eurostat registra un boom di lavoratrici nel settore scientifico, ma certifica una impietosa disparità nel ricorso al part-time per conciliare...

    difesa

    Cinque Paesi hanno firmato per i prestiti di SAFE per la spesa in difesa, non l’Italia

    di Giulia Torbidoni
    29 Maggio 2026

    La Polonia ha ricevuto oggi, 29 maggio, il primo pagamento di 6,6 miliardi di euro nell'ambito di questo strumento, pari...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione