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    Home » Salute » Tabacco, chiusa la consultazione della Commissione UE e già scoppia il caso trasparenza

    Tabacco, chiusa la consultazione della Commissione UE e già scoppia il caso trasparenza

    Palazzo Berlymont continua a preparare la revisione delle direttive sui prodotti e sulla pubblicità del tabacco, dopo la call for evidence che aveva ricevuto oltre 80mila feedback. Sul tavolo ci sono la protezione dei giovani, la pubblicità online e il diverso profilo di rischio tra sigarette tradizionali e alternative alla nicotina

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    17 Agosto 2026
    in Salute
    Tabacco consultazione pubblica Commissione UE

    Fonte: Unsplash

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    Bruxelles – Il futuro delle regole europee sul tabacco è ancora tutto da scrivere, ma il primo confronto termina tra le critiche. Si è chiusa nella notte di venerdì (14 agosto) la consultazione pubblica della Commissione europea sulla revisione delle norme che regolano prodotti, pubblicità e sponsorizzazione del tabacco, un passaggio che contribuirà a definire la proposta legislativa attesa entro la fine del 2026. Bruxelles vuole aggiornare un quadro normativo che ha funzionato, ma che ora deve fare i conti con un “mercato profondamente cambiato”.

    La consultazione segue la call for evidence che si basa sulla valutazione della Commissione sul quadro europeo di controllo del tabacco, secondo cui le norme UE hanno contribuito a ridurre significativamente “il numero di fumatori e i decessi legati al fumo, soprattutto tra i giovani”. La nuova sfida arriva, però, da “sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e bustine di nicotina, sempre più presenti tra le nuove generazioni”. Secondo la Commissione UE, questi prodotti “possono creare dipendenza e presentano rischi ancora da valutare pienamente, mentre design accattivanti, aromi e campagne promozionali online rendono più facile raggiungere il pubblico giovane”.

    Da qui la necessità, secondo Bruxelles, di mettere mano alle due principali direttive europee sul tabacco per colmare le lacune emerse negli ultimi anni. L’obiettivo dichiarato resta ambizioso: arrivare entro il 2040 a una “generazione senza tabacco”, rafforzando la prevenzione, la protezione dei giovani, le regole sui nuovi prodotti e il controllo della loro promozione.

    “Le nostre regole devono essere al passo con la realtà di oggi”, ha sottolineato il commissario europeo alla Salute Olivér Várhelyi in un post sui social. Secondo il commissario, la revisione non riguarda più soltanto le sigarette tradizionali, ma anche “la protezione dei giovani dalle nuove forme di dipendenza”, con norme più chiare sui prodotti alla nicotina e una maggiore attenzione alla salute pubblica.

    Ma proprio il processo di consultazione finisce nel mirino di alcuni degli stakeholder che hanno partecipato al confronto. Riccardo Polosa, professore ordinario di Medicina interna all’Università di Catania, spiega a Eunews che la sua principale preoccupazione riguarda “non solo il futuro contenuto del quadro europeo sul tabacco, ma anche la qualità e la trasparenza del processo di consultazione”. Secondo Polosa, il questionario della Commissione UE era “inutilmente complesso” e in diversi passaggi sembrava indirizzare i partecipanti verso categorie e opzioni politiche già definite. Il rischio, sostiene, è quello di creare “l’apparenza di una consultazione” senza consentire agli stakeholder di spiegare adeguatamente differenze scientifiche, proporzionalità e profili di rischio dei diversi prodotti.

    Per il professore, il punto centrale della futura legislazione dovrebbe essere distinguere chiaramente le sigarette combustibili dai prodotti alla nicotina non combustibili. “La priorità di salute pubblica deve rimanere la riduzione delle malattie e dei decessi legati al fumo”, afferma Polosa, ricordando che “la maggior parte dei danni legati al tabacco deriva dalla combustione”. A preoccupare è anche la comunicazione del rischio, perché molti fumatori ritengono erroneamente che il vaping e gli altri prodotti non combustibili siano dannosi quanto o più delle sigarette. La futura regolamentazione, sostiene Polosa, dovrebbe quindi fornire agli adulti informazioni corrette sul rischio relativo, proteggendo allo stesso tempo giovani e non fumatori dall’accesso e dall’uso dei nuovi prodotti.

    Sul fronte opposto si è espressa Contre-Feu, rete europea della società civile favorevole a un rafforzamento delle misure di controllo del tabacco. L’organizzazione chiede che la revisione contribuisca concretamente all’obiettivo di una “generazione senza tabacco entro il 2040”, con restrizioni più severe sui nuovi prodotti a base di nicotina, maggiori margini di intervento per gli Stati membri e un divieto totale della pubblicità online, compreso l’influencer marketing. Una posizione che riflette la preoccupazione per le strategie di promozione dei nuovi prodotti rivolte ai giovani, tema sul quale Contre-Feu ha recentemente concentrato diverse campagne.

    Critiche arrivano anche dal settore agricolo, con UNITAB Europe, che chiede alla Commissione UE un confronto specifico con i produttori di tabacco. Il presidente, Gennarino Masiello, riconosce che la consultazione rappresenta “un importante canale” per raccogliere il punto di vista degli stakeholder, ma lamenta che il questionario non abbia catturato adeguatamente “realtà, sfide e sensibilità del settore agricolo”.

    Sul fronte delle politiche pubbliche, Antonios Nestoras, fondatore e direttore dell’European Policy Information Center (EPIC), accusa Bruxelles di rischiare di trattare allo stesso modo prodotti con profili di rischio differenti. “Quando le evidenze vengono utilizzate in modo selettivo” e si ignorano i legami tra tassazione e mercato illecito, sostiene Nestoras, “la politica sanitaria rischia di lasciare spazio all’ideologia”. Secondo Nestoras, politiche calibrate male potrebbero avere effetti controproducenti: mantenere il consumo di sigarette, alimentare i mercati illeciti, rafforzare le reti criminali e ridurre le entrate pubbliche. Il punto, conclude, sarà capire se la Commissione “ascolterà” quanto emerso dalla call for evidence e dalla consultazione e se le evidenze raccolte troveranno davvero spazio nella futura proposta.

    Ora il confronto entra nella fase decisiva: Bruxelles dovrà trasformare i contributi ricevuti in una nuova legislazione europea sul tabacco, cercando un equilibrio tra protezione della salute, tutela dei giovani e regolamentazione di un mercato che nel frattempo è cambiato.

    Tags: call for evidencecommissione europeaconsultazione pubblicaContre FeugiovaninicotinaOlivér VárhelyiSalutesalute pubblicasigarette elettronichetabaccotabacco e prodotti alternativitutela giovaniUnitabvape

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