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    Home » Politica Estera » I liberali di Mark Carney hanno vinto le elezioni in Canada, anche contro Trump

    I liberali di Mark Carney hanno vinto le elezioni in Canada, anche contro Trump

    Più che una consultazione nazionale, il voto di ieri si è trasformato in un referendum personale sul presidente degli Stati Uniti, che negli ultimi mesi ha affermato di voler annettere il vicino artico e ha imposto su Ottawa pesanti dazi doganali

    Francesco Bortoletto</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/bortoletto_f" target="_blank">bortoletto_f</a> di Francesco Bortoletto bortoletto_f
    29 Aprile 2025
    in Politica Estera
    Mark Carney

    Il primo ministro canadese Mark Carney festeggia la vittoria alle elezioni federali del 28 aprile (foto: Dave Chan/Afp)

    Bruxelles – Il ciclone Donald Trump si fa sentire anche in Canada. Alle elezioni federali anticipate ha vinto, contro i pronostici di qualche mese fa, il Partito liberale del primo ministro Mark Carney. Sono state soprattutto le sparate del presidente statunitense, che da mesi fantastica sull’annessione del vicino settentrionale come 51esimo Stato dell’Unione, a pesare sul voto canadese trasformandolo di fatto in una prova di unità nazionale di fronte al voltafaccia di Washington.

    Le urne si sono chiuse alle 22 di ieri sera (28 aprile), ora locale, ma il conteggio è ancora in corso. I risultati preliminari hanno assegnato la vittoria ai liberali di centro-sinistra dell’attuale premier Mark Carney col 43,5 per cento, contro il 41,4 per cento dei conservatori guidati da Pierre Poilievre.

    Dei 343 deputati della Camera dei comuni, il ramo basso del legislativo federale, almeno 168 andranno così al Partito liberale, mentre i conservatori dovrebbero fermarsi a quota 144. Dato che la soglia per la maggioranza in Aula è fissata a 172 seggi, Carney potrebbe guidare un esecutivo di minoranza oppure cercare di mettere in piedi un governo di coalizione. Sia come sia, il premier ha ottenuto la sua investitura popolare in seguito alla successione a Justin Trudeau lo scorso marzo, ritiratosi dalla scena pubblica dopo 12 anni al timone del partito.

    Mark Carney
    Mark Carney viene scelto per succedere a Justin Trudeau come leader del Partito liberale e premier canadese, il 9 marzo 2025 (foto via Imagoeconomica)

    Rispetto alla consultazione del 2021, i liberali hanno aumentato i propri consensi del 10,8 per cento e gli avversari conservatori del 7,8 per cento, mentre tutti gli altri partiti hanno perso sostegno: meno 1,1 per cento sia per i Verdi sia per il Bloc Québécois, meno 4,2 per cento per il Partito popolare e meno 11,7 per cento per il Nuovo partito democratico.

    E pensare che, fino a qualche mese fa, alle elezioni anticipate (la scadenza naturale della legislatura sarebbe stata il prossimo ottobre) il favorito era proprio Poilievre, dopo nove anni in cui la guida del Paese era rimasta in mano ai liberal-democratici. Ma per il leader conservatore è stata fatale la vicinanza politica a Donald Trump. Il voto di ieri si è di fatto trasformato in una questione di unità e sicurezza nazionale, e contemporaneamente in un referendum sull’inquilino della Casa Bianca.

    Il quale da mesi insiste sul potenziale ingresso del Canada negli Stati Uniti come 51esimo membro dell’Unione, ha colpito Ottawa con pesanti dazi commerciali e si è spinto fino a compiere, ieri, un’interferenza elettorale in piena regola, suggerendo agli elettori di votare per Poilievre. Una vittoria di quest’ultimo, ha scritto sul suo social Truth il tycoon newyorkese, avrebbe portato prosperità economica e sicurezza al “Grande popolo del Canada”.


    Un’ingerenza che non è andata giù nemmeno allo stesso Poilievre, che ha dovuto rivolgersi al suo (ex?) alleato chiedendogli di “starsene fuori” dai processi democratici di una nazione sovrana. “Le uniche persone che decideranno il futuro del Canada sono i canadesi alle urne“, ha scritto il leader conservatore su X, ribadendo che “il Canada sarà sempre orgoglioso, sovrano e indipendente e non sarà MAI il 51esimo Stato“. “Oggi i canadesi possono votare per il cambiamento, in modo da rafforzare il nostro Paese, stare in piedi da soli e affrontare l’America da una posizione di forza“, ha aggiunto.

    Carney ha proclamato la vittoria all’alba di oggi, dichiarando che Ottawa non si piegherà “mai” al neo-imperialismo che è una cifra fin troppo chiara del trumpismo e promettendo di “rappresentare tutti coloro che chiamano il Canada casa“. “Il presidente Trump sta cercando di spezzarci per far sì che l’America possa possederci”, ha affermato, per poi promettere che “questo non accadrà mai e poi mai“.

    Si tratta di uno spartiacque storico nella politica canadese, che tradizionalmente ha sempre guardato agli States come ad un solido alleato (entrambi i Paesi fanno parte del G7 e della Nato insieme ai partner europei). “Abbiamo superato lo shock del tradimento americano, ma non dobbiamo mai dimenticare la lezione”, ha osservato Carney, ammonendo che ora “dobbiamo guardarci le spalle, e soprattutto dobbiamo prenderci cura gli uni degli altri”. Il primo ministro si è impegnato a ridurre la dipendenza dell’economia nazionale da Washington, approfondendo al contempo i legami con gli alleati più “affidabili”. In una mossa insolita, ha condotto il suo primo viaggio all’estero da premier in Europa, incontrando funzionari francesi e britannici.

    Pierre Poilievre
    Il leader del Partito conservatore canadese, Pierre Poilievre (foto: Peter Power/Afp)

    Parallelamente, Poilievre ha riconosciuto la sconfitta. Il leader conservatore rischia addirittura di non rientrare in Parlamento, essendo rimasto indietro nella sfida uninominale nel suo collegio in Ontario. “Metteremo sempre il Canada al primo posto, mentre ci troviamo di fronte ai dazi e alle altre minacce irresponsabili del presidente Trump“, ha dichiarato prendendo le distanze dalle posizioni indifendibili del tycoon. Ha promesso di lavorare con Carney per il bene del Paese, pur osservando che il premier dovrà ora guidare un “governo di minoranza sottile come un rasoio”.

    Dall’altro lato dell’Atlantico, la vittoria dei liberali è stata accolta positivamente. Il capo dell’esecutivo comunitario, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che “il legame tra Europa e Canada è forte e si sta rafforzando” anticipando di voler collaborare per difendere “i nostri valori democratici condivisi”, promuovere “il multilateralismo” e sostenere “un commercio libero ed equo”. Anche il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha voluto ribadire che Ue e Canada sono “alleati e forti partner commerciali” e che, soprattutto, condividono “gli stessi valori” tra cui l’attaccamento “alla Carta delle Nazioni Unite e all’ordine internazionale basato sulle regole“.

    Tags: Canadadazi doganalidonald trumpelezioni canadaMark CarneyPartito conservatorepartito liberalePierre Poilievre

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