Bruxelles – Avanti con la spesa per la difesa e l’attuazione dell’uso dei fondi del Recovery Fund, per il resto attenti ai conti pubblici. Queste le raccomandazioni per tutti gli Stati membri dell’Ue, quelle che la Commissione europea redige in occasione dell’adozione delle diverse di coordinamento delle politiche economiche proprie del semestre europeo. “Le priorità del pacchetto di quest’anno possono essere riassunte in due parole: competitività e sicurezza“, sintetizza il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis. E’ in ragione di questa politica che si sceglie da una parte la via delle flessibilità e dall’altra la via dell’inflessibilità.
Austria in procedura per deficit eccessivo, ‘sì dell’Ue a più spesa per la difesa
A fare la spesa di questo nuovo approccio è l’Austria, unico dei Paesi a rischio procedura per deficit eccessivo per cui l’esecutivo comunitario ha chiesto di aprire il dossier. Il livello deficit/Pil è troppo oltre la soglia del 3 per cento prevista dal patto di stabilità e crescita, e dunque scatta la messa in mora. Neppure Finlandia (rapporto deficit/Pil atteso al 3,7 per cento nel 2025 e 3,4 per cento nel 2026) e Lettonia (rapporto deficit/Pil atteso al 3,1 per cento nel 2025 e 3,1 per cento nel 2026) rispettano i criteri, ma a differenza dell’Austria hanno aumentato la spesa pubblica per la difesa, senza la quale avrebbero i conti in ordine, e per questo Bruxelles decide di non procedere.
In nome della difesa, arriva il via libera della Commissione europea alla sospensione del patto di stabilità interno per i 15 Paesi che ne hanno fatto richiesta. Si tratta di Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Slovenia. Resta in sospeso la richiesta della Germania, per la quale Bruxelles attende la strategia di governo aggiornata. Per il resto il parere positivo all’allentamento delle regole di bilancio nazionale viene trasmesso al Consiglio, che dovrà dare via libera definitivo.

Conti in disordine, linea dura per la Romania. Dieci Paesi sorvegliati speciali
La disciplina di bilancio resta comunque al centro dell’azione della Commissione europea, che proprio per squilibri eccessivi invita a prendere provvedimenti contro la Romania. Già con procedura per deficit eccessivo in corso, per il governo di Bucarest la crescita della spesa netta è “significativamente superiore al limite massimo fissato dal percorso correttivo, il che comporta chiari rischi per la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2030″. Da qui la raccomandazione della Commissione al Consiglio di adottare una decisione che stabilisca che la Romania non ha adottato misure efficaci.

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