- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 7 Febbraio 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Net & Tech
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Salute
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Salute
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Opinioni » Il tempo delle divise

    Il tempo delle divise

    Diego Marani di Diego Marani
    16 Giugno 2025
    in Opinioni, Difesa e Sicurezza
    difesa ue

    Sempre più in questi ultimi anni le divise sono tornate a far parte del nostro paesaggio quotidiano. Dalla fine della leva obbligatoria non ne avevamo più viste in giro e comunque non godevano di una gran considerazione i marmittoni che riempivano i treni e sciamavano sfaccendati, dentro e fuori le caserme, dove perdevano tempo, non imparavano nulla. Di certo non ad usare un fucile, perché non ce n’era abbastanza per tutti, meno che mai la lealtà alla patria.

    Anzi il servizio militare era proprio una scuola dell’imboscamento e della finzione, associato a sprechi infiniti, trafugamento di provviste, commerci illeciti e raccomandazioni di ogni tipo. Insomma faceva ridere il nostro esercito, dissipava ogni minimo senso di patria, anzi educava alla diserzione e al qualunquismo. La naja era vista come una punizione, una tassa preventiva da pagare allo Stato che ce lo faceva subito detestare e di cui non si vedeva la ragione, un inciampo della nostra giovinezza.

    La scomparsa della naja ha spazzato via quell’immagine di baraccone che incombeva sulle nostre forze armate che adesso godono di un’ottima reputazione e sono composte da professionisti apprezzati anche sulla scena internazionale nelle nostre forze di pace. I venti di guerra che soffiano ovunque nel mondo richiedono oggi maggiori investimenti nella difesa.

    Che lo si voglia o no, la dissuasione si è rivelata in questi ultimi 80 anni l’unico strumento efficace nella prevenzione dei conflitti e di conseguenza la spesa militare deve aumentare. Una difesa europea diventa di giorno in giorno più necessaria, ci si arriverà un passo alla volta ma intanto serve riarmarsi e arruolare nuove leve in un mestiere difficile, dove sono richieste competenze non solo militari ma anche tecnologiche di grande complessità. Per quanto ognuno di noi detesti la guerra, di guerra bisogna parlare, alla guerra ci si deve preparare, come dicevano i romani.

    Non c’è quindi nulla di male che ovunque si organizzino sfilate e cerimonie militari, che si aprano fiere espositive dove fornire informazioni sui vari corpi, sulle formazioni disponibili e sulle possibilità offerte da una carriera militare.

    Ma io credo che ci siano luoghi dove le divise non devono entrare. Un po’ come succede nei seggi elettorali, in cui i militari non possono mettere piede. Perché una divisa è sempre sinonimo di forza, di violenza, in fondo, di prevaricazione. Simboleggia il patto che ogni cittadino tacitamente sottoscrive con lo Stato conferendogli il diritto di esercitare la violenza in vece sua, pur se nel rispetto delle leggi. Un patto che in fin dei conti è sempre un po’ torbido, perché seppur lecitamente, acconsente l’omicidio, il più indicibile ed osceno gesto che un uomo possa compiere.

    Per questo reputo sbagliato che i bersaglieri vadano a fare proselitismo nelle scuole. Non siamo più ai tempi del libro Cuore e della Piccola vedetta lombarda. Siamo cittadini, non più sudditi. Il patriottismo oggi lo si suscita con l’equità fiscale, le pari opportunità, la giusta retribuzione, l’assistenza sociale, il funzionamento dei servizi pubblici e un degno servizio sanitario.  E poi i libri, la cultura, l’istruzione, l’arte dovrebbero essere tenuti lontani dal clangore delle armi. Perché quando parlano le armi, cultura e istruzione sono costrette a tacere e questo per noi dev’essere sempre qualcosa di inaudito, di scandaloso, di inaccettabile. La guerra deve sempre restarci estranea, non deve mai avere cittadinanza, deve sempre essere la scelta estrema, alla fine sempre qualcosa di cui vergognarci.

    I romani, che di guerre se ne intendevano e ne hanno combattute tante, i loro eserciti li tenevano nel Campo Marzio, fuori dalle mura cittadine.

    Tags: militari

    Ti potrebbe piacere anche

    I partecipanti al vertice di Breda (Foto del Comitato militare Ue)
    Difesa e Sicurezza

    I generali dell’Ue: la mobilità militare punto chiave della Difesa

    9 Aprile 2025
    difesa, esercito comune ue
    Editoriali

    Generali & colonnelli

    27 Aprile 2024
    Opinioni

    L’Europa condanna il coup in Myanmar, ma alla fine resta a guardare

    22 Marzo 2021
    amianto
    Cronaca

    Amianto, in Italia centinaia di morti tra i militari

    26 Ottobre 2015
    Non categorizzato

    Repubblica Centro Africana, l’Ue sigla un fondo di 64 milioni per l’emergenza e la ricostruzione del Paese

    15 Luglio 2014

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    GLEAMLIGHT

    Stefano Palmieri è il nuovo presidente della sezione REX del CESE: “Da questa instabilità geopolitica costi politici e sociali”

    di Carlo Fumagalli
    6 Febbraio 2026

    “Dobbiamo cercare a tutti i costi di attuare uno sforzo diplomatico”: dal divario tra le relazioni Usa-Ue fino all’accordo sul...

    This photograph taken on March 23, 2022, shows the logo of US social media platform Facebook displayed on a tablet in Lille, northern France. (Photo by DENIS CHARLET / AFP)

    Nuove tensioni tra UE e USA sulle regole europee per il digitale

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    6 Febbraio 2026

    Un documento di Washington pubblica tutti i nomi dei funzionari che hanno lavorato alla legislazione sull'utilizzo di internent. La Commissione:...

    Ue Ucraina von der Leyen Zelensk

    Ucraina, arriva il 20esimo pacchetto di sanzioni UE alla Russia. Von der Leyen: “Il solo linguaggio che Mosca capisce”

    di Giulia Torbidoni
    6 Febbraio 2026

    Energia, servizi finanziari, commercio e, per la prima volta, l'uso dello strumento anti-elusione: il contenuto delle misure lanciate oggi dalla...

    Al via le Olimpiadi invernali, ma l’Ue rallenta nella produzione di sci e snowboard: Austria regina del settore

    di Annachiara Magenta annacmag
    6 Febbraio 2026

    Con il 40 per cento, l'Austria il primo Paese produttore tra i Paesi Ue. Ma non solo: Vienna è anche...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Lettere al direttore
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Net & Tech
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Agenda europea
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Lettere al direttore
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • News
      • Opinioni
      • Sport
      • Salute
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione