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    Home » Cronaca » Una marea rossa per Gaza: 100 mila persone sfilano a Bruxelles

    Una marea rossa per Gaza: 100 mila persone sfilano a Bruxelles

    La capitale Ue si tinge di rosso per chiedere a gran voce maggiori sanzioni contro il governo israeliano e il riconoscimento dello Stato di Palestina. La risposta della Commissione europea: "Nessuno sta facendo più di noi"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    8 Settembre 2025
    in Cronaca
    manifestazione gaza palestina bruxelles

    Il corteo sfila nel quartiere europeo di Bruxelles [Ph: Eunews]

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    Bruxelles – Decine di migliaia di cittadini – 70 mila secondo le forze dell’ordine, 110 mila a detta degli organizzatori – hanno sfilato nel cuore della capitale europea per dire basta all’incapacità dell’Unione europea di agire a difesa del genocidio della popolazione palestinese in atto a Gaza. Ieri (7 settembre), una marea umana vestita di rosso ha invaso Bruxelles. Oggi, la risposta che arriva dalla Commissione europea sottolinea ancora una volta l’evidente frattura con l’opinione pubblica: “Nessuno al mondo ha fatto più di noi” per mettere fine al conflitto, ha dichiarato un portavoce dell’esecutivo Ue.

    Il secondo appuntamento dell’iniziativa Ligne rouge pour Gaza – la prima fu a metà giugno – ha riunito una folla impressionante ed eterogenea. Giovani, anziani, delle origini più disparate, uniti simbolicamente dal colore rosso di magliette e bandane. Hanno marciato dalla stazione Nord della capitale fino al cuore del quartiere europeo, per chiedere sanzioni contro Israele e il pieno riconoscimento dello Stato palestinese. L’evento, promosso dall’ONG 11.11.11, è stato sostenuto da circa 200 organizzazioni del mondo associativo, culturale e sindacale, nonché da movimenti ebraici e palestinesi.

    A restituire vigore ai manifestanti – che a Bruxelles non hanno mai smesso di far sentire la propria voce in quasi due anni di conflitto – la decisione del governo belga di voler riconoscere lo Stato di Palestina in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si aprirà il 9 settembre a New York. Il ministro degli Esteri belga, Maxime Prevot, ha inoltre annunciato che il governo federale imporrà diverse sanzioni contro Israele, tra cui il divieto di importare prodotti dalle colonie israeliane in territorio palestinese, la revisione delle politiche degli appalti pubblici con le aziende israeliane e le restrizioni sull’assistenza consolare ai cittadini belgi che risiedono negli insediamenti illegali.

    Una serranda interamente dipinta con la bandiera della Palestina [Bruxelles, foto: Emanuele Bonini]
    Questa mattina, anche il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha annunciato diverse misure a livello nazionale “per fermare il genocidio a Gaza e perseguire i suoi responsabili”, firmando una legge che formalizza il divieto già in vigore sulla vendita o l’acquisto di attrezzature militari con Israele e il divieto di utilizzare i porti e lo spazio aereo spagnoli per il trasporto di carburante o armi all’esercito israeliano.

    I Paesi membri si muovono laddove Bruxelles è rimasta impantanata, incapace di raggiungere un consenso a 27 per esercitare una pressione più forte su Tel Aviv. Sempre più sorda al grido dei suoi cittadini, che in tutta Europa chiedono di farla finita con la complicità nel massacro di Gaza, la Commissione europea nega ogni responsabilità e tira dritto. “Li ascoltiamo e continuiamo ad agire di conseguenza”, ha affermato il portavoce per gli Affari Esteri, Anouar El Anouni. Aggiungendo: “La domanda è quale altro attore sta facendo più di noi? Nessuno”. Dimenticando la Global Sumud Flotilla, la flotta di oltre 40 imbarcazioni umanitarie in mare verso Gaza, decisa a rompere il blocco navale israeliano.

    Tags: bruxellescommissione europeagazaisraelemanifestazione

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