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    Home » Politica Estera » Ora Trump annuncia dazi al cento per cento sui farmaci, l’UE rassicura: “Per noi resta il 15”

    Ora Trump annuncia dazi al cento per cento sui farmaci, l’UE rassicura: “Per noi resta il 15”

    Dalla Commissione europea ottimisti che l'accordo raggiunto a luglio schermi l'Europa, anche se qualche dubbio c'è

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    26 Settembre 2025
    in Politica Estera
    Guerra commerciale e dazi [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Guerra commerciale e dazi [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

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    Bruxelles – Dazi del cento per cento su farmaci e medicinali importati a partire dall’1 ottobre. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a minacciare nuove, ulteriori, tariffe che potrebbero abbattersi anche sull’Unione europea. A Bruxelles per il momento si ostenta sicurezza. A quanto si capisce in Commissione europea “gli Stati Uniti intendono garantire tempestivamente che l’aliquota tariffaria applicata ai prodotti originari dell’Unione Europea su prodotti farmaceutici, semiconduttori e legname, non superi il 15 per cento per cento“, sottolinea Olof Gill, portavoce responsabile per le questioni commerciali.

    C’è però un aspetto che non è chiaro, in questo, momento, e che a Bruxelles viene riconosciuto sommessamente, ossia se l’annuncio di Trump sia o meno legato alla conclusioni delle verifiche sul commercio in essere. La sezione 232 del trattato di espansione commerciale del 1962 conferisce al presidente degli Stati Uniti ampia discrezionalità in materia di dazi, qualora si ritenga che le importazioni da altri Paesi “minaccino di compromettere” la sicurezza nazionale. Nei confronti dell’UE era in corso una verifica ai sensi della sezione 232, e i servizi dell’esecutivo comunitario non sanno dire se queste verifiche siano terminate oppure no.

    In sostanza si desume, sulla base degli accordi raggiunti con gli Stati Uniti e ancor più sulla dichiarazione congiunta, che l’UE non sarà toccata dai dazi sui farmaci e i medicinali. Ma è una supposizione, appunto. Questo dato la dice lunga su come e quanto l’UE abbia negoziato con l’amministrazione USA e quanto possa essere affidabile e attendibile l’inquilino della Casa Bianca. A Bruxelles si cerca di tirare dritto, ragionando in termini di ordinaria amministrazione. Non avendo ricevuto comunicazioni esplicite “l‘UE e gli Stati Uniti continuano a impegnarsi per l’attuazione degli impegni della Dichiarazione Congiunta“, continua Olof Gill, assicurando che allo stesso tempo le due parti stanno “esplorando ulteriori ambiti per esenzioni tariffarie e una più ampia cooperazione” in materia di commercio.

    Gli annunci di Trump non producono preoccupazioni, tanto è vero che il si ragiona sui benefici di quanto concordato. Il massimale tariffario onnicomprensivo del 15 per cento per le esportazioni dell’UE, settore farmaceutico compreso, “rappresenta una polizza assicurativa che non si verificheranno dazi più elevati per gli operatori economici europei”. Sempre che non esca fuori che le verifiche USA abbiano dimostrato il contrario.

    Tags: commerciodazidonald trumpfarmacimedicinaliolof gillUe-Stati Uniti

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