Bruxelles – Alla guida già a 17 anni, ma con l’accompagnatore. Il Parlamento Europeo approva nuove regole per i neopatentati, le patenti digitali e il riconoscimento europeo del ritiro della patente. La vita dei guidatori europei cambierà con norme più attente alla sicurezza dei guidatori.
“Oggi compiamo un passo importante verso una maggiore sicurezza stradale”, ha commentato Matteo Ricci, eurodeputato del Partito Democratico e relatore per l’Eurocamera di una delle nuove leggi. Le due direttive approvate fanno parte del pacchetto presentato dalla Commissione Europea nel 2023. Ora, dopo un lungo iter, sono state definitivamente adottate. La palla passa agli Stati membri, che avranno fino a quattro anni per trasporle nei rispettivi ordinamenti nazionali.
Le regole per i neopatentati
La novità principale è che si potrà guidare l’automobile già a 17 anni, a condizione che fino al compimento dei 18 anni ci sia al fianco un conducente esperto. L’obiettivo è garantire a tutti i neopatentati un periodo di prova della durata minima di due anni. In questo lasso di tempo il giovane sarà in possesso della patente, ma dovrà rispettare regole più severe rispetto agli altri conducenti. Una di queste la tolleranza zero in caso di alcol test positivo o mancato uso della cintura di sicurezza. La direttiva auspica che tali rigide regole siano applicate anche ai guidatori esperti.
Per ottenere il foglio rosa occorrerà poi avere nuovi requisiti. Nelle autoscuole si dovrà acquisire una maggiore consapevolezza dei rischi per pedoni, bambini, ciclisti e altri utenti vulnerabili della strada. Saranno introdotti corsi specifici sulla pericolosità dell’uso del cellulare alla guida e domande sui rischi legati agli angoli ciechi e ai sistemi di assistenza alla conduzione del veicolo.
Niente più pirati oltre confine
Per i guidatori meno responsabili arrivano invece norme capaci di agire oltre i confini nazionali. Oggi chi commette un’infrazione grave in un Paese diverso da quello in cui la patente è stata rilasciata spesso rimane impunito. Con le nuove regole, chi perde la licenza di guida per una grave negligenza non potrà guidare in nessuno Stato dell’Unione. Saranno così eliminati i pirati transfrontalieri, colmando un vuoto legislativo che, per stessa ammissione di Ricci, esisteva «da più di sessant’anni».
Il documento digitale
Per una maggiore uniformità europea, sarà inoltre obbligatorio il possesso di una patente di guida digitale, resa possibile dalla tecnologia del portafoglio elettronico valido in tutta l’Ue. In pochi anni il formato su cellulare sarà il principale per tutti i cittadini comunitari. In Italia è già in corso una sperimentazione: è possibile ottenere il documento sul proprio smartphone tramite l’app IO. Per chi è meno avvezzo alla tecnologia, gli eurodeputati hanno garantito comunque la possibilità di richiedere ancora una patente fisica.
Il rinnovo periodico
Anche il rinnovo periodico della licenza di guida subirà alcune modifiche. L’Unione Europea ha fissato un limite massimo di validità di 15 anni per le patenti ordinarie e di 5 anni per quelle dei mezzi pesanti. Tuttavia, queste disposizioni non incideranno sui guidatori italiani, già tenuti al rinnovo ogni dieci anni (cinque per i camionisti). Le novità riguardano invece controlli sanitari più rigorosi al momento, comprese visite oculistiche e cardiovascolari. Sarà comunque compito degli Stati membri regolare in dettaglio tali aspetti.
Le deroghe per i conducenti di professione
Se da un lato l’Unione Europea introduce regole più severe per aumentare la sicurezza, dall’altro adotta un approccio diverso per fronteggiare la carenza di conducenti professionisti. Le norme approvate oggi abbassano infatti l’età minima per conseguire la patente per camion da 21 a 18 anni, e quella per la guida di autobus da 24 a 21 anni.
Un po’ più di sicurezza
Il disegno comunitario per una guida più sicura rientra in un progetto avviato nel 2018. L’Unione si era posta l’obiettivo di dimezzare entro il 2030 il numero delle vittime della strada, un traguardo ancora lontano ma che mostra i primi segni di miglioramento. Nel 2024 i decessi sono stati 19.940, il 20 per cento in meno rispetto ai 25.100 del 2018. L’Italia è il secondo Paese in questa triste classifica, con 3.030 vittime nel 2024, dietro soltanto alla Francia.











