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    Home » Politica Estera » Il Mercosur agita l’Europarlamento: il ‘no’ dei servizi al parere della Corte di giustizia scatena l’ira dei deputati

    Il Mercosur agita l’Europarlamento: il ‘no’ dei servizi al parere della Corte di giustizia scatena l’ira dei deputati

    Secondo gli uffici interni dell'istituzione manca la richiesta del Consiglio. PPE-S&D-RE-Verdi-Sinistra: "Non è previsto. E' ingerenza politica all'interno dell'amministrazione del Parlamento"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    19 Novembre 2025
    in Politica Estera
    [foto: Rr Gimenez/Wikimedia Commons]

    [foto: Rr Gimenez/Wikimedia Commons]

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    Bruxelles – Accordo di libero scambio UE-Mercosur, la questione della compatibilità giuridica con i trattati dell’Unione europea provoca una battaglia tutta politica in seno al Parlamento europeo. La richiesta di verifica dell’intesa siglata a fine 2024 non verrà inoltrata alla Corte di giustizia europea perché i servizi dell’Eurocamera non ritengono sussistano le condizioni per farlo. Così denunciano i componenti del gruppo parlamentare informale sul Mercosur, che criticano quelle che definiscono “un’ingerenza politica all’interno dell’amministrazione del Parlamento europeo per facilitare l’adozione di un accordo commerciale”.

    A scoperchiare il vaso di Pandora i parlamentari Krzysztof Hetman e Céline Imart (PPE), Chloé Ride e Jean-Marc Germain (S&D), Benoît Cassart e Ciaran Mullooly (Renew), Majdouline Sbai e Saskia Bricmont (Verdi), Manon Aubry e Lynn Boylan (laSinistra). Sono loro a far sapere che i servizi del Parlamento non hanno voluto chiedere alla Corte di giustizia le verifiche dei testi dell’accordo commerciale “poiché il Consiglio non aveva ancora presentato la richiesta di approvazione del Parlamento”. Secondo gli europarlamentari però nella procedura prevista dall’articolo 218 del Trattato sul funzionamento dell’UE, “non si fa alcun riferimento al fatto che un’istituzione sia vincolata a un’altra per chiedere tale parere” ai giudici di Lussemburgo.

    Non finisce qui. Secondo il gruppo informale Mercosur la richiesta di 145 parlamentari non può essere scavalcata dai funzionari. E’ vero che la possibilità per la commissione parlamentare competente o almeno un decimo dei membri che compongono il Parlamento di proporre un parere alla Corte di giustizia sulla compatibilità di un accordo internazionale con i Trattati è prevista dall’articolo 117 del Regolamento del Parlamento europeo, ma “in ogni caso – denunciano gli esponenti dei gruppi parlamentari – la prerogativa del Parlamento conferita dai Trattati non può essere limitata da un’interpretazione delle nostre norme interne, poiché queste ultime sono inferiori nella gerarchia delle norme“.

    C’è poi poiché il precedente relativo all’adesione dell’Unione europea alla convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Il 4 aprile 2009 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione chiedendo un parere alla Corte di giustizia dell’UE sulla compatibilità con i Trattati, prima che il Consiglio inviasse i documenti relativi alla procedura di approvazione. Insomma, per gli europarlamentari “non vi è alcuna base giuridica per giustificare” la negazione di chiedere un parere alla Corte. Il Mercosur dunque divide il Parlamento, e scatena una battaglia tutta interna all’istituzione.

    Tags: accordo di libero scambiocommerciocorte di giustiziamercosurparlamento europeoservizi giuridiciue

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