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    Home » Politica Estera » Ucraina, l’Europa cerca spazio dopo i colloqui “positivi” tra Kiev e Washington

    Ucraina, l’Europa cerca spazio dopo i colloqui “positivi” tra Kiev e Washington

    Dopo cinque ore di dialogo, Ucraina e USA fanno progressi sulle garanzie di sicurezza ma rimangono distanti sulla cessione dei territori. Questa sera arrivano i leader europei ma non è certa la presenza dei rappresentati statunitensi al tavolo con loro

    Enrico Pascarella di Enrico Pascarella
    15 Dicembre 2025
    in Politica Estera
    Ucraina

    Il presidente ucraino Volodymir Zelensky stringe la mano all'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff (Foto Imagoeconomica)

    Bruxelles – Questa sera è il turno dell’Europa per dire la sua negli intricati colloqui di pace per la fine della guerra in Ucraina. A Berlino il cancelliere tedesco Friedrich Merz, a partire dalla 18.30, accoglierà i leader europei (tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni), i vertici dell’UE e della Nato e il presidente dell’Ucraina, Volodymir Zelensky. Per far sì che la discussione sia però un vero scambio di idee sarà necessaria la presenza della controparte americana.

    A Berlino infatti oggi, 15 dicembre, gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno discusso per il secondo giorno consecutivo con i rappresentati ucraini. Lo scopo, a sentire Zelensky è quello di “arrivare a una piena intesa entro natale”. I colloqui sono stati definiti positivi da entrambe le parti, i leader ucraino ha parlato di “consultazioni importanti” anche se “non sono stati facili”. Per gli americani, spesso più ottimisti del dovuto, è stato “risolto il 90 per cento delle questioni tra Mosca e Kiev“.

    La telefonata fantasma con il Consiglio UE

    Secondo quanto comunicato dal portavoce del governo tedesco i rappresentanti degli Stati Uniti sono stati invitati ai colloqui di questa sera con i leder europei. Non è ancora certa però la loro presenza. Se si dovessero interpretare i segnali, non farebbe ben sperare il giallo della videoconferenza tra gli inviati americani e il Consiglio UE difesa di questo pomeriggio. A quanto riferito dall’alta rappresentate dell’UE nella conferenza stampa dopo il vertice, il collegamento internet tra Berlino e Bruxelles sarebbe saltato dopo pochi minuti “da parte americana”. Il colloquio tra Witkoff e i ministri degli esteri dell’Unione quindi non c’è stato.

    Zelensky directly negotiating with Russia pic.twitter.com/VUyG9KguyN

    — Joni Askola (@joni_askola) December 15, 2025

    Continua il dialogo tra Washington e Kiev

    Intanto però le discussioni dirette tra Stati Uniti e Ucraina sono andate avanti. Questa mattina le due parti si sono intrattenute per quasi cinque ore. Al tavolo solo i rappresentati delle due fazioni, nonostante il cancelliere Merz si sia fatto ritrarre al tavolo con i negoziatori. Al momento della chiusura delle porte il tedesco è dovuto uscire dalla sala.

    Le posizioni a quanto filtra restano le stesse di qualche settimana fa. Gli Stati Uniti stanno mettendo sotto pressione Kiev perché si ritiri dal 25 per cento dell’Oblast di Donetsk che ancora controlla. Gli ucraini invece continuano a sostenere l’ipotesi del cessate il fuoco sulla linea del fronte. Il Cremlino, in mattinata, attraverso il portavoce Dimitri Peskov, ha messo pressione ai negoziatori affermando che “il presidente Putin vuole un accordo di pace definitivo non tregue temporanee”, aggiungendo che “il non accesso dell’Ucraina alla Nato è la pietra angolare dei negoziati di pace e richiede precise garanzie legali”.

    Ieri, Zelensky aveva infatti fatto aperture in tal senso dicendosi soddisfatto di garanzie vincolati da parte di USA e Europa senza richiedere formalmente un ingresso nell’Alleanza Atlantica. Alti rappresentati statunitensi hanno definito i colloqui, in una call con i giornalisti, “un incontro molto positivo su molte questioni” soprattutto grazie al contributo di “Germania, della Francia, della Gran Bretagna”.

    READOUT FROM U.S.-UKRAINE TALKS IN BERLIN, GERMANY:

    The meeting in Berlin between President Zelenskyy, Special Envoy Witkoff, Jared Kushner, and delegations from the United States and Ukraine lasted over five hours. Representatives held in-depth discussions regarding the… pic.twitter.com/G7breh5Gab

    — Special Envoy Steve Witkoff (@SEPeaceMissions) December 14, 2025

    L’Europa si prepara a dire la sua, Italia incerta

    La palla ora passa agli europei. La partita più importante la si sta giocando a Bruxelles. Il Consiglio Europeo di giovedì sarà decisivo per la sorte del prestito di riparazione a Kiev finanziato con gli asset russi congelati. In mattinata l’Alta rappresentante Kaja Kallas ha definito la settimana da “prendere o lasciare”, dichiarando che “non lasceremo il vertice prima di aver ottenuto un risultato”.

    Le discussioni con ogni probabilità saranno molto lunghe visto che rimangono titubanti un manipolo di stati, tra cui l’Italia. In una bozza di risoluzione, preparata dalla maggioranza italiana, in vista delle discussioni parlamentari di mercoledì a Roma sul prossimo Consiglio Europeo, si riafferma una certa timidezza. Nel testo si legge che “alla Commissione europea si richiede un’approfondita disamina degli aspetti giuridici e finanziari di tutte le opzioni di finanziamento sul tavolo”. Un nì che diventerà sì o no solo giovedì in sede di Consiglio Europeo.

    Kaja Kallas al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri, 15/12/25 [Credits: Council of the EU]

    La commissione speciale del Consiglio d’Europa

    A livello europeo, intanto, sarà istituito dal Consiglio d’Europa una commissione incaricata di esaminare e valutare le richieste di risarcimento presentate dalle vittime ucraine dell’aggressione russa. Un’iniziativa senza precedenti per l’organo sovrannazionale che ha ricevuto il consenso di oltre 30 paesi, sui 46 membri. La commissione avrà il compito di dare una valutazione monetaria dei danni inferti dalla Russia all’Ucraina e stabilire dei risarcimenti. Nei programmi dell’organizzazione internazionale che si occupa di diritti umani, democrazia e Stato di diritto in Europa c’è quello di istituire un fondo di compensazione, alimentato anche con gli asset russi congelati.

    Tags: Colloqui di paceFriedrich MerzSteve WitkoffucrainaVolodymyr Zelenskyj

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