Bruxelles – Chiudere l’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur il prima possibile – auspicabilmente questo venerdì, nella riunione degli ambasciatori dei Ventisette Paesi membri -, ma affrontando le preoccupazioni del settore agricolo. È il mantra che si sente ripetere a Bruxelles. “Certo, il Mercosur è un importante accordo commerciale, ma per noi è altrettanto importante assicurarci che le preoccupazioni degli agricoltori siano ascoltate attentamente”, ha dichiarato la ministra cipriota dell’agricoltura, Maria Panayiotou, nella conferenza stampa al termine della riunione straordinaria indetta dalla Commissione europea e dalla presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue con i ministri dell’agricoltura.
“Vogliamo assicurare che siano presenti le garanzie necessarie per i nostri agricoltori. Dobbiamo garantire una rete di sicurezza per i nostri agricoltori e attenderemo di vedere l’esito delle discussioni di venerdì”, ha aggiunto. Per l’Italia, Paese che potrebbe essere risolutivo in un senso o nell’altro in sede di voto, quello che è necessario esplicitare nell’accordo è la reciprocità. “Noi chiediamo e chiederemo anche oggi – e auspichiamo che ci sia – che ci sia questo termine chiaro: reciprocità, quello che vale per i nostri, vale anche per i prodotti che entrano a competere con i nostri prodotti”, ha spiegato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in una conferenza stampa a Bruxelles prima di andare alla riunione.
“Questo è l’elemento fondamentale che ci mette in condizione di avere un buon accordo che diventa un ottimo accordo per il lavoro sul quale ci siamo concentrati”, ha sottolineato. Lollobrigida ha ricordato che l’Italia è “una nazione esportatrice”. Per questo, “abbiamo sempre detto che guardavamo agli accordi internazionali sempre con uno sguardo positivo, salvo quando mettevano in discussione alcuni elementi di logica: se tu imponi delle regole ai tuoi produttori, limitandone la capacità di competere sui prezzi, è ovvio che non puoi avere un sistema tariffario che mette in condizione altri di competere sui prezzi non per l’efficientamento delle loro imprese, del loro modello, ma semplicemente perché non rispettano le tue stesse regole riguardo ai diritti dell’ambiente, ai diritti dei lavoratori, eccetera”, ha evidenziato.

“Noi riteniamo che questo principio debba essere un principio di carattere generale: non si possono più chiudere accordi a livello internazionale che mettano in discussione il nostro sistema economico europeo o anche solo una parte di questo”, ha scandito il ministro. Ma, “se verranno certificate tutte le premesse di garanzia per il nostro mondo produttivo nel suo complesso, evidentemente noi approveremo in questa fase la sottoscrizione dell’accordo“, ha affermato il ministro.
Dopo la conclusione del negoziato politico nel dicembre 2024, la Commissione europea ha lavorato per introdurre delle misure che potessero far digerire l’accordo alle capitali Ue. Ad esempio, un fondo nel prossimo bilancio pluriennale dell’Ue (2028-2034) per aiutare gli agricoltori in caso di perturbazioni di mercato. Si tratta di “una dotazione finanziaria che supera i 6 miliardi e che serve a garantire rispetto alle fluttuazioni di mercato che danneggino alcuni settori”, ha descritto il ministro. E poi un freno a mano – “che ancora non ci soddisfa veramente, ma che passa dal 10% all’8% rispetto al rischio di invasione di prodotti o di deprezzamento degli stessi anche solo in una singola nazione europea. Se questo avverrà per una quota a oggi dell’8% – ma crediamo che la soglia debba essere riportata a quella che il Parlamento europeo aveva posto al 5% con adeguati controlli -, permetterà di sospendere gli effetti dell’accordo Mercosur”, ha elencato.
Nel frattempo, l’Italia ha accolto con favore la proposta di ieri della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di garantire, nel prossimo bilancio pluriennale, la disponibilità di utilizzare risorse aggiuntive per gli agricoltori già dal 2028, invece di attendere la revisione intermedia. Circa 45 miliardi di euro che possono essere mobilitati immediatamente a sostegno degli agricoltori. Notizie “buone”, che “confermano la serietà del lavoro svolto dall’Italia”, secondo Lollobrigida. “Possiamo dire che non solo viene cancellato il taglio del 22% alle risorse dedicate all’Agricoltura nel periodo 2028-2034, ma viene addirittura aumentata di un miliardo la dotazione finanziaria rispetto al periodo 2021-2027. Cosa altrettanto importante è che nella sostanza non saranno più i governi a decidere a quale settore dedicare le risorse, ma è la Commissione a stabilire l’ammontare da destinare in via esclusiva al settore primario. Così facendo la specificità della Pac è sostanzialmente salva”, ha commentato.

“Nell’immediato, tuttavia, riterrei opportuno adottare una misura parallela a vantaggio dei nostri agricoltori attraverso un azzeramento dei dazi all’importazione di fertilizzante da Paesi terzi. Tale misura dovrebbe entrare in vigore rapidamente ed essere nell’ordine di grandezza dei costi del Cbam”, ha chiarito. “Rimetto a te queste mie riflessioni per dare una risposta concreta e in tempi brevi alle preoccupazioni del mondo agricolo in un contesto di mercato che a inizio 2026 si prefigura come altamente inquietante”, ha puntualizzato Lollobrigida. Una misura che trova la Commissione concorde. “Proporremo di sospendere temporaneamente il rimanente dazio ai sensi della nazione più favorita – Npf – su ammoniaca, urea e, ove necessario, altri fertilizzanti. Solide misure di salvaguardia garantiranno che questo aiuto sia ben mirato e che i suoi benefici vadano direttamente agli agricoltori”, ha affermato in conferenza stampa dopo la riunione straordinaria il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic. “La misura può entrare in vigore rapidamente, nel 2026, e il suo impatto compenserebbe ampiamente i costi legati al Cbam entrato in vigore questo gennaio”, ha aggiunto.


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