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    Home » Politica » Boland (Cese) in udienza dal Papa: Lotta povertà ed emergenza casa priorità Ue

    Boland (Cese) in udienza dal Papa: Lotta povertà ed emergenza casa priorità Ue

    Il neo presidente del Comitato Economico e Sociale Europeo preoccupato anche per la tassazione green e la salute mentale dei giovani

    Federico Sorrentino di Federico Sorrentino
    10 Gennaio 2026
    in Politica
    (Vatican Media)

    (Vatican Media)

    Roma – Lotta alla povertà, soluzioni alle crisi abitative e per una transizione ecologica che non aumenti le diseguaglianze tra le persone. E ancora: incentivi a programmi di benessere mentale per le nuove generazioni. Sono solo alcuni dei punti cardine per il mandato 2025-2028 di Séamus Boland, il nuovo presidente – in carica dallo scorso ottobre – del Comitato Economico e Sociale Europeo (Cese), l’organo Ue che rappresenta la società civile organizzata. Boland, irlandese di 69 anni, ne ha parlato in Vaticano, ricevuto questa mattina in udienza da Papa Leone XIV. Al centro proprio i temi di giustizia sociale, protezione dei più vulnerabili, azioni per il clima, salute mentale dei giovani ed emergenza dei senzatetto.
    “La nuova strategia anti povertà europea – spiega Boland – deve finalmente iniziare a combattere l’esclusione delle persone, riconoscendola come emergenza”. Ci sono grosse fette di popolazione infatti dimenticate, spesso a causa dei luoghi in cui vivono. Queste persone devono essere raggiunte, ascoltate e portate all’interno delle politiche europee. E’ parte fondamentale del mio mandato portare chi è più in difficoltà al centro delle politiche dell’Unione. Ci sono oltre 90 milioni di europei a rischio esclusione”, ricorda il presidente del Cese.
    Il 2026 – come annunciato lo scorso dicembre dalla Commissione europea – sarà poi l’anno del primo Vertice Ue sulla casa, contestualmente sarà presentato il primo Piano europeo per l’edilizia abitativa accessibile. Obiettivo dei prossimi mesi sarà dunque affrontare l’emergenza abitativa in tutta l’Unione, con l’obiettivo di costruire o ristrutturare circa 650mila abitazioni all’anno. Previsti dei target specifici, con un’attenzione particolare ai gruppi più colpiti dalla crisi come le famiglie monogenitoriali, gli anziani, i giovani e le persone senza fissa dimora. Si discuterà poi di una nuova Alleanza europea per l’edilizia abitativa per semplificare le norme sugli aiuti di Stato per l’housing sociale e adottare strategie di contrasto alla speculazione e al peso degli affitti brevi nelle città.
    (Vatican Media)
    “Il Vertice – commenta Boland – dovrà stabilire che ogni strategia includa regole e aiuti che assicurino un’abitazione per queste categorie di persone. Molte di loro ora vivono in strada, nelle macchine, negli ostelli, negli ospedali, dove non dovrebbero stare”. Secondo il presidente “è un problema cronico, più serio del Covid. E come furono trovate allora delle soluzioni di emergenza per fronteggiare il virus, lo stesso dobbiamo fare ora con la casa”.
    La transizione ecologica è un altro tema a cuore del presidente Cese. L’Europa ha infatti rallentato la transizione ecologica ma il rischio è che i costi ricadano sui più poveri, bisogna quindi evitare che il passaggio alimenti nuove forme di disuguaglianza. “Vengo da una comunità rurale in Irlanda – ricorda Boland – e la mia organizzazione ha lavorato spesso con gli agricoltori per portare avanti una serie di misure per il clima”. Il problema delle tassazioni green è però che “spesso sono lievitate più duramente per le persone che vivono in aree rurali”, bisogna quindi “cambiare il sistema, rendendolo più equo e giusto. Non si deve punire le persone a basso reddito, a cui va dato supporto. Altrimenti le persone a rischio povertà non potranno affrontare le misure per il cambiamento climatico”.
    Infine la salute mentale dei più giovani, problema spesso legato alla precarietà lavorativa. “E’ un altro problema cronico”, precisa Boland che sottolinea come pure questo fenomeno sia divampato durante il Covid, “coi giovani che hanno dovuto fare quanto di più innaturale, ovvero evitare la socialità. Questo ha sviluppato in loro un senso di solitudine enorme”. E’ uno spazio che va riconquistato. “I giovani possono cambiare il mondo – precisa – ma hanno bisogno dei supporti per poterlo fare. Questo vuol dire che devono essere coinvolti attivamente, in organizzazioni di vita sociale, civile e sportiva”. Boland è certo: “L’unica maniera di aiutare la salute mentale è l’interazione sociale e umana”.
    Tags: Bolandpapa

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