Bruxelles – Con il via libera a maggioranza qualificata dei Paesi membri ottenuto la scorsa settimana, l’accordo di libero scambio UE-Mercosur ha superato lo scoglio più ingombrante. Ursula von der Leyen e Antonio Costa voleranno ad Asunción, in Paraguay, il 17 gennaio, per partecipare alla cerimonia di firma dell’accordo. Ma non è tutto in discesa: resta un’incognita, grande, per il sì definitivo all’accordo. È il Parlamento europeo.
“Nelle prossime settimane la Commissione si concentrerà sul coinvolgimento dei membri del Parlamento europeo per ottenere il loro sostegno, in vista del voto finale di approvazione dell’accordo”, ha confermato ieri (14 gennaio) il portavoce per il Commercio dell’esecutivo UE, Olof Gill. Sottolineando che a palazzo Berlaymont ritengono che “si tratti di un accordo che il Parlamento possa sostenere con piena fiducia”.
Per ora però, le cose non stanno proprio così e alla Commissione europea qualche timore ce l’avranno. Anzi, secondo diverse fonti, se si votasse oggi, i numeri per il sì all’accordo commerciale con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay non ci sarebbero. Fortunatamente, il voto finale di approvazione da parte dell’Aula di Strasburgo non avverrà prima di alcuni mesi.

Il rinvio alla Corte di giustizia dell’UE è “una cosa positiva da fare per ottenere chiarezza”, ha affermato il co-presidente del gruppo dei Verdi, Bas Eickhout, a margine della riunione dei capigruppo che ha formalizzato l’agenda della sessione plenaria della prossima settimana. Secondo quanto riportato da AGI, Eickhout ha sottolineato che “il voto sul rinvio sarà un buon indicatore per il voto finale” e che sarà “una partita molto serrata”. Per il leader dei verdi è difficile fare previsioni, perché “è davvero cinquanta e cinquanta“.
Il fatto è che le pressioni del mondo agricolo, in particolare in alcuni Paesi dell’UE, non accennano a diminuire, e i partiti politici sono in difficoltà nel mostrare pubblicamente il loro sostegno all’accordo commerciale con il blocco sudamericano. Tra i contrari ci sono con ogni probabilità la Sinistra, i Verdi e l’estrema destra di Patrioti e Sovranisti. Oltre agli eurodeputati francesi e polacchi. Ma secondo un esperto esponente del Parlamento europeo sarebbe in bilico il sì anche da parte di una cinquantina di eurodeputati del Partito Popolare.
Il partito di von der Leyen, che durante una riunione a porte chiuse del gruppo, ieri (14 gennaio), avrebbe avvertito i suoi colleghi: “Se il Mercosur fallisce, possiamo dimenticarci l’UE come attore globale”. Il problema però è che il PPE rivendica da anni di essere il partito degli agricoltori, che ora lo aspettano al varco. Ecco perché, sostiene Politico, tra i popolari circolerebbe già l’idea di richiedere che si voti a scrutinio segreto, per consentire agli eurodeputati di votare senza il timore di ripercussioni pubbliche.





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