Bruxelles – Gli Stati europei provano a difendere la sovranità groenlandese inviando truppe sull’isola. In direzione di Nuuk, la capitale della Groenlandia, sono partiti soldati tedeschi, francesi, danesi, svedesi e norvegesi. La scelta arriva dopo il fallimentare incontro a Washington tra Danimarca, Groenlandia e Stati Uniti. Nel colloquio, durato poco meno di un’ora, il vicepresidente JD Vance ha riconfermato la volontà statunitense di prendere il controllo dell’isola per motivi di sicurezza nazionale. Ambizione confermata anche dal ministro degli Esteri danese dopo il colloquio: “Il presidente (Trump ndr) desidera conquistare la Groenlandia”. Sul tema è intervenuta anche la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, impegnata a Nicosia per i primi giorni della presidenza cipriota del Consiglio Europeo. “La Groenlandia può contare su di noi, politicamente, economicamente e finanziariamente, e quando si tratta della sua sicurezza” ha dichiarato von der Leyen, respingendo le ambizioni americane.
NOW: Denmark’s Foreign Minister after the Greenland meeting:
“It’s clear the president has a wish to conquer Greenland.”
That’s not diplomacy. That’s colonial language, out loud. pic.twitter.com/g9GMxXHuPn
— Brian Allen (@allenanalysis) January 14, 2026
Le truppe europee sul ghiaccio
La contromossa europea è giunta tempestiva e si può leggere in due modi. Da una parte, come un’accettazione delle richieste statunitensi per un maggior impegno militare sull’isola. Dall’altra, poggiando gli stivali sul suolo groenlandese, gli europei vogliono impedire qualsiasi colpo di mano statunitense. La scommessa è che non ci possa essere un attacco americano se sono presenti truppe alleate.
I contingenti europei saranno dislocati sull’isola già oggi. La loro numerosità sarà simbolica e staranno sull’isola per pochi giorni, seguendo le direttive dell’esercitazione danese Operation Arctic Endurance. In prima linea a sostengo della Danimarca c’è la Germania. Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha detto che “l’esplorazione della Groenlandia si svolgerà da giovedì a sabato”, aggiungendo che vi parteciperà una squadra di ricognizione composta da 13 membri della Bundeswehr. Sul suolo groenlandese sono già arrivati anche una quindicina di truppe francesi. Il presidente Emmanuel Macron ha però confermato che “altri mezzi di terra, aerei e marittimi arriveranno nei prossimi giorni in Groenlandia”.
BREAKING:
Danish military forces start arriving in Greenland.
— Visegrád 24 (@visegrad24) January 15, 2026
La Spagna ci pensa, l’Italia osserva
Chi è ancora incerto è invece la Spagna, impegnata in un nuovo moto di interventismo dopo l’annuncio di possibili truppe spagnole in Ucraina, arrivato una settimana fa. Oggi la ministra degli Esteri Margarita Robles, interrogata dai cronisti, ha dichiarato che inviare truppe “potrebbe essere un’opzione”. Rimane invece defilato il ruolo dell’Italia. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di “soluzione” con gli Stati Uniti da raggiungere grazie al “dialogo”. In ogni caso, è escluso “l’impiego diretto di truppe”.
Il Cremlino infastidito
I movimenti nell’Artico hanno infastidito il Cremlino. “Lo spirito militarista all’interno dell’Alleanza non fa che rafforzarsi”, ha commentato l’ambasciata della Federazione Russa in Belgio. Non dimenticando di citare i dissidi all’interno dell’alleanza atlantica: “Davanti ai disaccordi sorti all’interno del blocco sulla questione della Groenlandia, la sua capacità di raggiungere un accordo, anche sulle questioni artiche, sta diventando sempre più imprevedibile”.
Il sostegno di von der Leyen e la diatriba al Parlamento
Nonostante le minacce, dalle parti di Bruxelles il sostegno è forte. “Abbiamo raddoppiato gli investimenti e il sostegno alla Groenlandia, come avrete potuto vedere nella bozza di bilancio: abbiamo raddoppiato l’importo del sostegno finanziario” ha affermato von der Leyen durante la conferenza stampa tenutasi a Nicosia. Una decisione molto apprezzata a Nuk. Proprio ad ottobre, il primo ministro groenlandese Frederik Nielsen, in visita al Parlamento di Strasburgo aveva ringraziato l’Unione per il suo impegno: “L’Unione è un’amica leale“.
A margine delle grandi questioni globali, in sede europea si è consumata però anche una piccola diatriba politica. Ieri, 14 gennaio, la Conferenza dei capigruppo al Parlamento europeo aveva siglato un testo a sostegno della sovranità della Groenlandia. Il documento è stato firmato però solo da socialisti, popolari, Verdi e liberali. È mancato invece il supporto dei conservatori di Ecr, il gruppo di Fratelli d’Italia. “Avevamo proposto alcuni emendamenti al testo per renderlo più costruttivo e non un mero attacco di rabbia contro gli Stati Uniti. Purtroppo, non sono stati accettati dalle sinistre e abbiamo quindi dovuto rinunciare a cofirmarlo”, hanno fatto sapere fonti del gruppo all’agenzia Ansa.













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