Bruxelles – Commercio, politica interna e azione europea, strategie e alleanze: il Mercosur e l’accordo di libero scambio tra Unione europea e Paesi dell’area (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) opera un cortocircuito tutto tricolore che vede la coalizione di maggioranza sfaldarsi per avvicinare partiti di governo a pezzi di opposizione e viceversa. La proposta di intesa commerciale nella sua versione aggiornata e rivista non ha impedito alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di incappare in un nuovo voto di sfiducia, promosso dal gruppo parlamentare europeo in cui siede la Lega di Matteo Salvini. Scelte e mosse che spostano il dibattito politico dal piano europeo a quello nazionale.
“Com’è possibile che la Lega proponga questa censura quando poi il governo di cui fa parte approva l’accordo sul Mercosur in Italia e in Consiglio?”, attacca il capo delegazione del Movimento 5 Stelle, Pasquale Tridico, annunciando comunque il voto contro l’esecutivo comunitario perché alla truppa pentastellata l’accordo di libero scambio con i Paesi del sud America proprio non va giù. “Sul Mercosur non possiamo arretrare”, spiega. “Con questo accordo i nostri prodotti saranno in competizione con prodotti che non rispettano clausole ambientali e sociali. Questo accordo svaluta il lavoro dei nostri agricoltori”. Morale: “Abbiamo sempre votato contro e continueremo a farlo ogni volta che le motivazioni sono valide“. Ecco perché il Movimento 5 Stelle sosterrà la mozione di censura sponsorizzata anche dalla Lega. Una convergenza che ripropone quell’alleanza giallo-verde alla base del primo governo Conte.
Alle provocazioni che i 5 Stelle lanciano alla Lega risponde Stefano Cavedagna (FdI/ECR): “L’accordo di oggi non è quello di due mesi fa, ed è il motivo per cui l’Italia ha detto ‘sì‘”, taglia corto l’esponente meloniano. Un modo per zittire le critiche che piovono dall’opposizione e anche per mettere a tacere i malumori degli alleati leghisti al governo. Difende l’operato della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e ribadisce che ora ci sono le garanzie per andare avanti. Ne è convinto anche Salvatore De Meo (Forza Italia), che rivendica anche il lavoro svolto in sede UE: “Il Parlamento ha ascoltato gli agricoltori inserendo clausole di salvaguardia”, sottolinea ricordando il voto dell’Eurocamera ai dispositivi di garanzia.
Il capo delegazione della Lega in Parlamento europeo, Paolo Borchia, però, non la vede allo stesso modo e insiste: “Partiamo dal presupposto che nel momento in cui ci sono grandi categorie come quella agricola che scendono in piazza non si può ignorare” questa mobilitazione. Del resto il motivo dietro la mozione di censura a von der Leyen c’è proprio l’accordo con i Paesi del Mercosur.
Per l’europarlamentare del PD Matteo Ricci e il Partito democratico il Mercosur è “una grande opportunità per l’Unione europea”, e la delegazione si schiera a favore del testo dell’accordo, respingendo la mozione di censura nei confronti di von der Leyen. Si crea così una convergenza Pd-FI-FdI che gode dell’appoggio anche di Alleanza Verdi-Sinistra, almeno per ciò che riguarda la mozione di censura. AVS non la sosterrà, sostiene Leoluca Orlando, ma sul Mercosur “non siamo soddisfatti, chiediamo intervento della Corte” di giustizia dell’UE.


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