Bruxelles – Il socialista pro-europeo Antonio Jose Seguro (PS) o il nazionalista euro-scettico Andre Ventura (Chega): per la presidenza del Portogallo si profila una corsa tra gli estremi di un panorama politico-partitico mai così incerto e polarizzato. Il primo turno delle elezioni presidenziali non ha fornito al Portogallo un presidente, per la cui elezione bisognerà attendere il secondo turno, in programma l’8 febbraio.
Il candidato socialista ha ottenuto il 31,1 per cento dei voti espressi, contro il 23,5 per cento dell’esponente nazionalista. Lo stacco di quasi nove punti percentuali lascia immaginare gli addetti ai lavori una probabile affermazione di Seguro al secondo turno. Anche perché il dato elettorale ha sconfessato gli ultimi exit poll: il candidato socialista è andato oltrep⁰ le attese, lo sfidante nazionalista al di sotto.
Il sistema elettorale portoghese prevede il raggiungimento della maggioranza assoluta dei voti per eleggere il presidente della Repubblica, e in assenza di questo quorum i due candidati più votati si sfidano nel ballottaggio. Da quando il Portogallo è uscito dalla dittatura (1976) in una sola occasione fino ad oggi il Paese ha dovuto ricorrere al ballottaggio per l’elezione del presidente. Si tratta delle elezioni del 1986, in cui la spuntò il socialista Mario Soares proprio al secondo turno.






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