Bruxelles – La Torino-Lione? Niente di buono. A dirlo non sono i comitati ‘no tav’, bensì la Corte dei conti europea nella speciale relazione sull’avanzamento dei lavori di quelle che sono catalogate come ‘infrastrutture faro nel settore dei trasporti’ (IFT). Ritardi nei lavori, aumento dei costi finali, e mancato rispetto delle tempistiche previste fanno della Torino-Lione uno degli esempi di carenze europee ed italiane in materia di lavori pubblici.
Non tutto, è bene sottolinearlo, dipende dalla mala-politica. Nel disegno politico-economico di grandi reti di trasporto (TEN-T), i cantieri strategici europei “hanno dovuto affrontare ulteriori sfide legate alla pandemia di COVID-19 e alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, a cui si sono aggiunti nuovi requisiti normativi e alcuni problemi tecnici imprevisti”, rilevano i revisori di Lussemburgo. Però, rispetto alle stime iniziali i costi sono più che raddoppiati. Già solo negli ultimi sei anni si è registrato uno scostamento del 23 per cento rispetto all’aggiornamento delle stime, ma complessivamente dai 5,2 miliardi di euro previsti all’inizio, quando nel 2000 si diede il via libera dell’opera, si è arrivati a costi totali stimati in 11,8 miliardi di euro, vale a dire il 127 per cento in più.
C’è di più. La data ufficiale di completamento di tre infrastrutture faro nel settore dei trasporti, tra cui la tanto discussa Torino-Lione, è ora prevista per oltre il 2030, “il che significa che il termine per l’ultimazione della rete centrale TEN-T dell’UE, fissato per il 2030, non sarà rispettato“, lamenta la relazione della Corte dei conti. Se tutto va bene per l’inaugurazione bisognerà aspettare il 2033, “contrariamente alla scadenza del 2015 fissata inizialmente o a quella del 2030 indicata nel calendario del 2020″. Mentre la data più ottimistica per l’apertura della galleria di base del Brennero è ora il 2032, anziché il 2016 o il 2028 come previsto in precedenza.
“Le infrastrutture-faro nel settore dei trasporti dovrebbero contribuire a ridefinire l’Europa, ad avvicinare le persone e a facilitare le attività economiche”, premette Annemie Turtelboom, il membro della Corte responsabile della relazione di aggiornamento. “Ma – critica – a distanza di trent’anni dalla loro prima progettazione siamo ancora molto lontani dall’inaugurazione di questi progetti e dal raggiungimento dei miglioramenti prefissati in termini di flussi di merci e di passeggeri in tutta Europa”.
La linea ferroviaria veloce Torino-Lione è un tratto lungo 270 chilometri per la movimentazione passeggeri e merci su rotaia all’interno del più ampio ‘corridoio Mediterraneo‘, uno degli assi principali della grande rete europea di trasporti inter-modali. Divisa tra Francia (70 per cento del tracciato, circa 189 chilometri) e Italia (30 per cento, circa 81 chilometri), considerata strategica a Bruxelles, l’opera è già stata motivo di tensioni intra-governative tutte italiane e attriti inter-governativi tra Italia e Francia, oltre che di richiami da parte della Commissione europea. A cui adesso si aggiungono quelli della Corte dei conti.
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