Bruxelles – Aperta al dialogo, disponibile, eppur ferma e decisa. Con garbo e compostezza la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riesce a evitare scontri e strappi con gli Stati Uniti di Donald Trump, nei confronti dei quali, sempre con garbo, prende però le distanze e ridefinisce gli orientamenti. Nella cornice del Forum economico mondiale di Davos von der Leyen ‘rompe’ con la leadership americana ma non con l’America. E’ questo uno dei momenti chiave che probabilmente segna un nuovo corso euro-atlantico: “Consideriamo il popolo degli Stati Uniti non solo nostri alleati, ma nostri amici”, scandisce, volutamente lenta nel parlare, a sottolineare la differenza che c’è tra società civile e classe politica.
Nei confronti dell’amministrazione le parole usate sono diverse: “La nostra risposta sarà risoluta, unita e proporzionata“, avverte e promette. Von der Leyen non può non affrontare l’attuale e spinoso tema della Groenlandia, e delle minacce a colpi di dazi. Intanto affonda il colpo sull’onore del presidente USA, accusato di essere disonesto: “L’UE e gli Stati Uniti hanno concordato un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica come negli affari, un accordo è un accordo. E quando gli amici si stringono la mano, deve pur significare qualcosa“. Detto in altri termini: “I dazi aggiuntivi proposti sono un errore”, soprattutto per la credibilità politica e personale di chi li minaccia.

Attende la fine del discorso per dire, in maniera argomentata e articolata, che la Groenlandia è danese e per questo europea, e che europea ci resterà. “La sovranità e l’integrità del territorio non sono negoziabili“, premette e ricorda. In secondo luogo, “stiamo lavorando a un massiccio aumento degli investimenti europei in Groenlandia”, che non sarà venduta agli Stati Uniti ma inserita nel mercato europeo. “Collaboreremo con gli Stati Uniti e tutti i partner per una più ampia sicurezza artica”, dice, non per gentile concessione o per resa, ma perché ricorda la centralità della NATO all’interno della quale Paesi europei e Stati Uniti si ritrovano. Per il resto “valuteremo come rafforzare i nostri partenariati in materia di sicurezza con partner come Regno Unito, Canada, Norvegia, Islanda“. Gli USA non vengono menzionati né citati. E’ l’Unione europea che prova a svincolarsi da una dipendenza atlantica divenuta improvvisamente insostenibile. “E’ tempo di costruire una nuova Europa, più indipendente“.
![[foto: IPA agency]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/vdl-trumo-750x375.png)








![Una delegazione di Coldiretti alla manifestazione degli agricoltori a Strasburgo, 21/1/26 [Credits: Federica Onnis]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-20-at-11.21.34-e1768908171313-120x86.jpeg)

