Dall’inviato a Strasburgo – Il Parlamento europeo può ancora fare lo sgambetto a Ursula von der Leyen e mandare all’aria l’accordo di libero scambio – già firmato dalla presidente della Commissione europea e avallato dai governi dei 27 – tra l’UE e i Paesi del Mercosur. Domani (21 gennaio) la prova generale, quando l’emiciclo voterà sul rinvio del testo alla Corte di Giustizia dell’UE per verifiche di compatibilità con i trattati. Un voto “molto serrato”, prevedono a Strasburgo.
Che domani sarà un giorno decisivo, lo si evince dalla vigilia. La sfilata dei trattori e delle confederazione agricole per le strade della città francese, le parole dei leader dei gruppi politici, l’intervento della stessa von der Leyen dal palco del World Economic Forum, a Davos. La leader UE ha insistito: “Questo accordo invia un messaggio forte al mondo. Che stiamo scegliendo il commercio equo rispetto ai dazi. La partnership rispetto all’isolamento. La sostenibilità rispetto allo sfruttamento”. L’accordo UE-Mercosur assume un fortissimo significato geopolitico, di fronte alla progressiva erosione del rapporto transatlantico e alle mire di Donald Trump sull’America Latina.

Ma domani non si vota sulla ratifica dell’accordo. Quel momento non arriverà prima di alcuni mesi. Domani l’Eurocamera deciderà se dare seguito all’iniziativa lanciata a novembre da 145 eurodeputati di PPE, S&D, Renew, Verdi e The Left per verificare la compatibilità dell’accordo con i trattati UE. Se l’emiciclo dovesse approvare la richiesta, la ratifica finale dell’accordo sarebbe di fatto sospesa fino al pronunciamento dei giudici di Lussemburgo.

La linea del PPE “è quella di votare contro questa richiesta”, ha chiarito Jörgen Warborn, coordinatore per i popolari per il commercio internazionale. Per l’eurodeputato svedese “probabilmente non c’è alcuna ragione legale” dietro la richiesta di rinvio alla Corte di Giustizia, ma solo “una mossa politica per ritardare il processo”. Una mossa “molto spiacevole”, perché “l’impazienza sta crescendo nei nostri Paesi partner”. Eppure, lo stesso Warborn ha ammesso che all’interno della destra moderata “alcune delegazioni sono divise”.
Lo stesso vale per la famiglia socialista, mentre la presidente dei liberali di Renew, Valérie Hayer, ha affermato che rivolgersi alla Corte di Giustizia “sia la cosa migliore”. Quanto al voto finale sull’intesa nei prossimi mesi, “non posso davvero dire cosa farà il Parlamento europeo ma penso che sarà piuttosto serrato. In ogni caso abbiamo il potere di veto ma se dovessimo respingere questo accordo non significherà la fine della storia. Avremo ancora relazioni con i paesi del Mercosur”, ha sottolineato Hayer.
Ancor più imprevedibile sarà il comportamento dei Conservatori e riformisti europei, il cui capogruppo, il meloniano Nicola Procaccini, ha annunciato che lascerà libertà di voto “in modo da permettere alle nostre delegazioni di votare in accordo con i loro interessi nazionali”. Con ogni probabilità per il rinvio dell’accordo alla Corte – e contro i termini dell’intesa in generale – saranno i Patrioti per l’Europa (che sul Mercosur hanno intavolato una nuova mozione di sfiducia a von der Leyen) e la Sinistra europea. Per la delegazione del Movimento 5 Stelle, che oggi ha partecipato al presidio degli agricoltori a Strasburgo, l’accordo è “un regalo agli interessi tedeschi” e “non porterà vantaggi economici che alcuni comparti pensano di ottenere, ma in cambio comprometterà un settore strategico per l’Europa”. Gaetano Pedullà, vice capodelegazione pentastellato, si è scagliato contro “quei partiti che avevano promesso di difendere gli interessi dell’agricoltura in Italia” e che “li hanno traditi”.

“La Lega mantiene la sua linea di contrarietà all’accordo di libero scambio Mercosur. Partecipiamo alla protesta degli agricoltori – comunica la delegazione del Carroccio in una nota – che, oggi, a Strasburgo, sono tornati ad esprimere le proprie ragioni a difesa del loro lavoro, delle loro imprese e dei loro redditi. Il nostro gruppo dei Patrioti ha presentato una specifica iniziativa per il ricorso alla Corte di Giustizia sulla compatibilità dell’accordo con i trattati”.
![Una delegazione di Coldiretti alla manifestazione degli agricoltori a Strasburgo, 21/1/26 [Credits: Federica Onnis]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2026-01-20-at-11.21.34-e1768908171313-750x375.jpeg)









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