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    Home » Politica » Ora l’UE semplifica i PNRR per evitare di sprecare i soldi del Recovery

    Ora l’UE semplifica i PNRR per evitare di sprecare i soldi del Recovery

    Il Consiglio Ecofin in un colpo solo autorizza le modifiche ai piani nazionali di Finlandia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna e Svezia. Dombrovskis: "Essere credibili nell'uso dei soldi, assorbire le garanzie più dei prestiti"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    20 Gennaio 2026
    in Politica

    Bruxelles – Avanti ora più che mai solo con quello che si può davvero fare. La Commissione europea vuole proteggere i piani per la ripresa (PNRR) e ancor più le risorse del Recovery Fund che li finanziano, avallando modifiche alla strategie nazionali tali da permettere un effettivo utilizzo dei soldi nei tempi previsti ed evitare il fallimento del programma. Il consiglio Ecofin approva in un colpo solo le proposte di modifica dei PNRR di ben sei Paesi membri (Finlandia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna e Svezia), e il motivo dietro a questa decisione è facilitare le riforme ed evitare sprechi.

    “Gli Stati devono essere credibili nella valutazione sull’utilizzo dei soldi” europei, sottolinea alla fine della riunione il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, consapevole al pari dei governi che il 31 agosto, termine ultimo per l’uso del Recovery Fund e l’attuazione dei PNRR, è oramai dietro l’angolo. Per questo per tutti il suggerimento che arriva da Bruxelles e la direttiva da seguire è “rimuovere i progetti irrealizzabili con altri più maturi” e in fase più avanzata, continua Dombrovskis. Adesso più che mai si guada a “semplificare i piani” così da renderli fattibili e fatti.

    In questa corsa contro il tempo e nel tentativo di fare del programma di ripresa post-pandemica NextGenerationEU una storia di successo a prova di critiche, l’obiettivo è essere sicuri che i governi nazionali “diano priorità all’assorbimento della parte in garanzie rispetto a quella in prestiti”, l’altra sottolineatura di Dombrovskis, non casuale. I soldi erogati sotto forma di garanzie sono a fondo perduto e, come tali, e potenzialmente persi se non spesi. I prestiti, invece, devono essere rimborsati e quindi si tratta di risorse che a un certo punto – da 10 a 30 anni – rientreranno nelle casse dell’esecutivo comunitario.

    Questi timori espressi da Dombrovskis erano già emersi negli ultimi anni con le trattative tra Roma e Bruxelles per le modifiche al piano nazionale italiano di ripresa, approvate dall’esecutivo comunitario proprio in virtù della necessità di non sprecare risorse. Il senso di urgenza e di efficacia nell’uso delle risorse del Recovery Fund era stato espresso anche dalla presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, nell’invito a fare bene più che presto. Ma il calendario non si cambia, e adesso Dombrovskis cerca di aiutare i governi a non fare errori.

    Tags: italiaPNRRrecovery fundriformeueValdis Dombrovskis

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