Bruxelles – La Commissione europea ha presentato oggi (5 febbraio) un nuovo strumento per la sicurezza dei cavi che comprende misure di mitigazione dei rischi e un elenco di progetti di interesse europeo relativi ai cavi (CPEI). Parallelamente, ha modificato uno strumento esistente per stanziare 347 milioni di euro per progetti strategici relativi ai cavi sottomarini.
I cavi sottomarini per la trasmissione di dati sono essenziali per l’economia europea: trasportano il 99 per cento del traffico Internet intercontinentale, ma anche telefonate e transazioni finanziarie. Nel suo piano d’azione sulla sicurezza dei cavi, l’UE ha messo in cantiere una serie di interventi per affrontare i rischi crescenti per questa infrastruttura critica e per contrastare l’aumento delle operazioni di sabotaggio. Dopo una serie di incidenti misteriosi che in pochi mesi hanno coinvolto Germania, Finlandia, Lituania, Svezia e Lettonia, Bruxelles ha deciso di intervenire su prevenzione, rilevamento, risposta e recupero e deterrenza.
L’UE ha individuato, in una valutazione dei rischi diffusa a ottobre 2025, diversi scenari di minacce, vulnerabilità e dipendenze. Il nuovo strumento delinea sei misure strategiche e quattro misure tecniche e di supporto. E specifica 13 aree per il finanziamento pubblico di progetti di interesse comune, volti a rafforzare la resilienza dei cavi sottomarini, fino al 2040.
La Commissione ha inoltre modificato il strumento per collegare l’Europa (CEF) – Programma di lavoro digitale per stanziare 347 milioni di euro a favore di progetti strategici relativi ai cavi sottomarini. Il cambiamento comprende un invito a presentare proposte del valore di 20 milioni di euro per potenziare le capacità di riparazione dell’Europa, che si apre oggi (5 febbraio). Il bando finanzierà moduli adattabili per la riparazione dei cavi sottomarini. Tali moduli saranno collocati nei porti o nei cantieri navali per ripristinare rapidamente i servizi dei cavi sottomarini. Si tratta della prima fase di un’iniziativa più ampia prevista per tutti i principali bacini marittimi dell’Unione europea, compresi il Baltico, il Mediterraneo e l’Atlantico. Gli inviti a presentare proposte saranno aperti solo agli enti pubblici con un mandato di “risposta alle emergenze”, come quelli attivi nella protezione civile, le agenzie nazionali di risposta alle emergenze, le guardie costiere e le marine militari.











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