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    Home » Economia » Dazi e guerre offuscano le prospettive economiche, la BCE lascia invariati i tassi

    Dazi e guerre offuscano le prospettive economiche, la BCE lascia invariati i tassi

    Lagarde: "Le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale. Ben vengano nuovi accordi commerciali"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    5 Febbraio 2026
    in Economia
    La presidente della BCE, Christine Lagarde [Francoforte,16 marzo 2023. Foto: IPA agency]

    La presidente della BCE, Christine Lagarde [Francoforte,16 marzo 2023. Foto: IPA agency]

    Bruxelles – Nel complesso non ci sono le condizioni per allentare la politica monetaria e ridurre ulteriormente i tassi di interesse, che il consiglio direttivo della Banca centrale europea lascia invariati. La decisione, spiega la presidente della BCE, Christine Lagarde, al termine della riunione, si deve alla natura ‘mista’ del contesto generale. Da una parte l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2 per cento a medio termine e l’economia continua a mostrare “buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale”. Dall’altra parte  “le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale”.

    Esattamente come nell’ultima riunione del 2025, anche per il primo meeting del 2026 il consiglio direttivo della BCE predilige prudenza e cautela. Il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale resta perciò al 2 per cento, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali rimane al 2,15 per cento, e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale è confermato al 2,40 per cento. La pausa iniziata a luglio dunque continua e si protrae finché i dati non suggeriranno di procedere in altro modo. Perché, ricorda una volta di più Lagarde, la BCE continuerà a basarsi sulle informazioni a disposizione, e queste faranno fede.

    Lagarde vuole specificare che “non si può essere prigionieri di un solo indicatore”, nello specifico quello dell’inflazione. Qui gli sviluppi sono positivi, ma gli elementi da considerare sono molteplici. Ad esempio, elenca, “ulteriori attriti nel commercio internazionale potrebbero interrompere le catene di approvvigionamento, ridurre le esportazioni e indebolire consumi e investimenti”. Ancora, “le tensioni geopolitiche, in particolare l’ingiustificata guerra della Russia contro l’Ucraina, rimangono una delle principali fonti di incertezza”.

    La BCE: “Commercio globale resta debole”

    Al netto di queste spiegazioni giunge comunque l’invito a evitare allarmismi. La presidente della BCE chiarisce e rassicura: “L’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale“. Perché ciò sia ancora possibile occorre però che i governi degli Stati membri a procedano nel senso di “finanze pubbliche sostenibili, investimenti strategici e riforme strutturali orientate alla crescita”. Sono i compiti da fare per mettere al riparo l’insieme delle economie nazionali e dell’eurozona.

    Fidarsi di von der Leyen e Draghi

    Il vero messaggio politico che Lagarde invia alla politica è di avere uno slancio euro-convinto anziché cedere alle pulsioni euro-critiche. “Nuovo accordi commerciali potrebbero spingere la crescita oltre le previsioni“, scandisce la numero uno dell’Eurotower, in quello che è un sostegno chiaro e tondo dell’azione della Commissione europea nella ricerca senza sosta di nuove intese, come quelle con il Mercosur e con l’India, oggetto di critiche ma quanto mai strategiche in un momento in cui “l‘area dell’euro continua ad affrontare un contesto politico globale volatile, dove lo stato di diritto non è più rispettato”.

    Non solo. Serve uno slancio pro-europeista, che superi le resistenze nazionali, patriottiche e sovraniste.”Una maggiore integrazione del nostro Mercato unico europeo potrebbe anche stimolare la crescita oltre le attuali aspettative”, sottolinea ancora Lagarde. E’ questo un altro suggerimento politico nel senso di quella trasformazione evocata da Mario Draghi per rispondere alle sfide della contemporaneità e porre l’UE e la sua area dell’euro al centro del futuro.
    Tags: Banca Centrale europeabceChristine Lagardecommerciodazieurozonainflazionetassi di interesse

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