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    Home » Economia » Merz e Macron insieme al vertice sulla competitività: “Quasi sempre d’accordo”

    Merz e Macron insieme al vertice sulla competitività: “Quasi sempre d’accordo”

    Segnale politico sull'asse Parigi-Berlino dopo l'intesa tra Merz e Meloni e il documento congiunto italo-tedesco. La premier italiana: "Stiamo rafforzando la cooperazione bilaterale, ma non è qualcosa che si fa escludendo qualcun altro"

    Simone De La Feld</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@SimoneDeLaFeld1" target="_blank">@SimoneDeLaFeld1</a> di Simone De La Feld @SimoneDeLaFeld1
    12 Febbraio 2026
    in Economia
    French President Emmanuel Macron, German Chancellor Frierdrich Merz and pictured prior to an informal meeting of the Heads of State or Government of the European Union, in the Landcommanderij Alden Biesen, in Bilzen, Belgium Thursday 12 February 2026. BELGA PHOTO BENOIT DOPPAGNE (Photo by BENOIT DOPPAGNE/Belga/Sipa USA)

    French President Emmanuel Macron, German Chancellor Frierdrich Merz and pictured prior to an informal meeting of the Heads of State or Government of the European Union, in the Landcommanderij Alden Biesen, in Bilzen, Belgium Thursday 12 February 2026. BELGA PHOTO BENOIT DOPPAGNE (Photo by BENOIT DOPPAGNE/Belga/Sipa USA)

    Bruxelles – L’asse franco-tedesco, storico motore dell’economia europea, lancia un forte segnale politico in occasione del vertice informale sulla competitività in corso oggi (12 febbraio) al castello di Alden Biesen, in Belgio. Friedrich Merz e Emmanuel Macron si sono presentati insieme, e hanno lasciato una dichiarazione congiunta alla stampa, come a voler fugare ogni dubbio sulla tenuta dei rapporti tra le due maggiori economie dell’UE. “Siamo quasi sempre d’accordo“, ha affermato il cancelliere. A pochi metri di distanza, anche Giorgia Meloni metteva i puntini sulle i: “Stiamo rafforzando la nostra cooperazione bilaterale” con Berlino, “ma non è qualcosa che si fa escludendo qualcun altro”.

    L’Eliseo può stare tranquillo. Non c’è nessun piano di Merz e Meloni per tagliare Macron fuori dai giochi. Quello tra Berlino, Parigi e Roma è piuttosto un triangolo. Con un lato più debole, quello che lega la premier italiana al presidente francese, e gli altri due che puntano decisi verso Berlino, quasi a corteggiare il cancelliere per godere di un rapporto privilegiato con la prima potenza continentale. Nelle ultime settimane, la convergenza tra Merz e Meloni è stata evidente: prima la visita di Merz in Italia e poi, alla vigilia del vertice, il documento congiunto – firmato anche dal Belgio – con le priorità per il rilancio della competitività europea. Viceversa, gli attriti tra il cancelliere e Macron si sono consumati prima sull’accordo commerciale con il Mercosur e poi sull’insistenza del presidente francese sul principio del ‘Buy European’ come chiave per ridare slancio all’industria.

    Questa mattina, i due si sono confrontati in bilaterale prima del vertice. Dopodiché, Macron ha partecipato alla riunione informale promossa da Italia, Germania e Belgio per fare il punto prima dei lavori, a cui erano presenti i leader di 19 Paesi membri e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Insieme, Merz e Macron hanno poi rilasciato una dichiarazione alla stampa: “Vogliamo rendere l’Unione europea più veloce, renderla migliore e, soprattutto, vogliamo garantire un’industria competitiva in Europa”, ha esordito il cancelliere tedesco, sottolineando che lui e Macron sono “quasi sempre d’accordo su questi temi”.

    La riunione informale pre-vertice promossa da Giorgia Meloni e Friedrich Merz (al centro) [Credits: Palazzo Chigi]
    “Credo che condividiamo questo senso di urgenza, che la nostra Europa debba agire”, ha confermato Macron, che ha chiesto “decisioni molto concrete entro giugno”. Su alcuni temi, “se non si va avanti a 27, dovremmo concederci il diritto di procedere con la cooperazione rafforzata per andare più veloci“, ha insistito. La priorità è la “risposta a brevissimo termine, che consiste nell’attuazione di tutto ciò su cui concordiamo, e che riguarda la semplificazione e l’approfondimento del mercato unico, le questioni energetiche e finanziarie”. Sull’Unione dei mercati e dei capitali “esiste un accordo molto forte tra Germania e Francia”, ha evidenziato Macron, che però non rinuncia al suo cavallo di battaglia, “le preferenze europee in alcuni settori critici, in particolare quelli a rischio”.

    Nel triangolo Berlino-Roma-Parigi, prova a fare da collante il premier belga Bart De Wever. Vicino politicamente a Giorgia Meloni, ha sottoscritto il documento di intesa italo-tedesco. “La protezione del mercato unico è un tema delicato su cui l’approccio tedesco e quello francese non coincidono. Ma è sempre stato così dal secondo dopoguerra. Nel modello europeo esistono queste due vie e dobbiamo conciliarle, trovare dei compromessi per andare avanti”, ha affermato de Wever. D’altronde, il Belgio “è sempre tra le due (Francia e Germania, ndr), comprendiamo entrambe e siamo nella posizione ideale per trovare un compromesso”, ha aggiunto.

    Tags: alden biesenBart De Wevercompetitivitàconsiglio europeo informaleEmmanuel MacronFriedrich Merzgiorgia meloni

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