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    Home » Economia » Concorrenza, Bruxelles studia regole antitrust più europee e meno nazionali

    Concorrenza, Bruxelles studia regole antitrust più europee e meno nazionali

    Ribera: "In nome della competitività vogliamo affrontare il rischio di frammentazione nell'applicazione delle norme antitrust. Analisi delle opzioni fino a settembre"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    18 Febbraio 2026
    in Economia
    La vicepresidente esecutiva della Commissione europea responsabile per la Transizione verde, Teresa Ribera

    La vicepresidente esecutiva della Commissione europea responsabile per la Transizione verde, Teresa Ribera

    Bruxelles – Regole di concorrenza e di supervisione più europee e meno nazionali, la Commissione UE lavora al riordino del mercato unico suscitando dubbi e inquietudini tra i banchi del Parlamento europeo. Il polacco Piotr Müller (Diritto e giustizia/ECR) denuncia come l’esecutivo comunitario stia “valutando la possibilità di limitare il ruolo degli organismi antitrust nazionali nell’applicazione delle norme sulla concorrenza, centralizzando le decisioni a Bruxelles”. Una scelta, critica, che “va nella direzione sbagliata” e chiede pertanto spiegazioni in un’interrogazione che vede delle conferme da Bruxelles. 

    “Poiché il diritto della concorrenza dell’UE svolge un ruolo chiave nella promozione di mercati competitivi, la Commissione non prevede di eliminare le competenze nazionali relative alla sua applicazione“, precisa la vicepresidente esecutiva per una Transizione giusta, pulita e competitiva, Teresa Ribera, a capo della concorrenza a dodici stelle. Gli Stati membri continueranno ad avere un ruolo, ma diverso, e probabilmente più limitato a quello di adesso. Perché, spiega ancora, “la Commissione sta valutando come affrontare il rischio di frammentazione nell’applicazione delle norme sulla concorrenza, associato al (maggiore) ricorso a normative nazionali più severe in materia di condotta unilaterale”.

    Comunque vada servirà una cabina di regia europea, che non necessariamente va letta come centralizzazione. In altre parole, continua Ribera, l’esecutivo comunitario “sta valutando se sia opportuno armonizzare ulteriormente le norme di condotta unilaterale a livello UE o, al contrario, ampliare gli attuali meccanismi di coordinamento e scambio di informazioni nell’ambito della rete europea della concorrenza, al fine di garantire coerenza, complementarità ed efficacia delle normative nazionali e dell’UE”.

    La concorrenza europea va rivista, questa è l’unica cosa su cui Ribera è chiara. Molto dipenderà dalle valutazioni in corso. La Commissione e i suoi servizi “stanno attualmente conducendo una valutazione d’impatto delle opzioni disponibili, la cui conclusione è prevista per il terzo trimestre del 2026“. A inizio ottobre, dunque, si saprà che ne sarà della politica di concorrenza. Gli Stati comunque avranno un peso diverso.

    Tags: Antitrustcompetitivitàconcorrenzaimpresepmiteresa riberaue

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