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    Home » Economia » Lagarde: “Riformare il WTO per una nuova fiducia, un nuovo ordine lo vuole solo Trump”

    Lagarde: “Riformare il WTO per una nuova fiducia, un nuovo ordine lo vuole solo Trump”

    La presidente della BCE non conferma di volersi dimettere e invece indica la strada per arginare gli USA di oggi: rivedere l'Organizzazione mondiale per il commercio

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    20 Febbraio 2026
    in Economia
    La presidente della BCE, Christine Lagarde, con il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti [Credit: IPA agency]

    La presidente della BCE, Christine Lagarde, con il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti [Credit: IPA agency]

    Bruxelles – Andare avanti senza gli Stati Uniti. Di fronte ai ripensamenti a stelle e strisce l’unica alternativa possibile è riformare l’Organizzazione mondiale per il commercio (WTO), in modo da adattarlo ai tempi che cambiano. È questa la ricetta che la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, offre per scongiurare il peggio di fronte a un ordine mondiale reso disordinato dagli Stati Uniti guidati da Donald Trump.

    “Sia il diritto sia gli affari sono sistemi istituzionali costruiti sulla fiducia sostenuta dall’autorità”, ed “è allarmante quando la fiducia tra le nazioni inizia a erodersi“, premette Lagarde parlando alla Columbia Law School di New York. “Ci viene detto che le vecchie regole non si applicano più, e che erano in ogni caso solo una foglia di fico”. Di fronte a tutto questo, Lagarde prende atto che “il nuovo ordine mondiale non è nuovo: è un ritorno a vecchi modelli di coercizione e mercantilismo“. Ma attenzione, puntualizza la presidente della BCE: “Non è il mondo: la maggior parte dei Paesi non lo vuole e non l’ha scelto. E non è un ordine: è l’assenza di uno“.

    È questo l’affondo diretto nei confronti dell’amministrazione Trump. Se oggi ci sono turbolenze è perché “gli Stati Uniti, che avevano sottoscritto il sistema per decenni, hanno iniziato a perdere la fiducia che le regole stavano lavorando a suo favore. E una volta che il garante di un ordine inizia a dubitarne, l’ordine è in difficoltà”.

    La Bce: “Con la Cina nel Wto meno democrazia nel mondo in nome del commercio, ma l’Ue ha le sue colpe”

    I dazi non servono, riformare il WTO per una nuova fiducia

    Il piano di Trump non può funzionare, taglia corto Lagarde. Il mondo è ormai globalizzato, interconnesso, e “quando l’interdipendenza rimane, ma la fiducia si è erosa, le azioni unilaterali possono rapidamente innescare rappresaglie e i Paesi possono finire in una situazione che nessuno vuole”. Un esempio di ciò? Il Fondo monetario internazionale stima che una grave frammentazione commerciale potrebbe ridurre la produzione globale fino al 7 per cento del PIL. “Aggiungere il disaccoppiamento tecnologico, e le perdite in alcuni Paesi potrebbero raggiungere il 12 per cento“. 

    Andare avanti così non serve. Guardando alla storia, “quando l’equilibrio del potere tra grandi potenze si è rotto, il risultato sono state le guerre più devastanti della storia umana”. Ecco perché, per Lagarde, è preferibile un secondo modello, “più duro, ma più duraturo”, che consiste nel “ricostruire la fiducia nel sistema riformandolo” . Tradotto: aggiornare il WTO. Il mese prossimo, i ministri si incontreranno in Camerun (26-29 marzo) per discutere del futuro dell’Organizzazione mondiale per il commercio, occasione da non perdere per la presidente della Banca centrale europea. “La riforma deve affrontare l’equità: è sempre più insostenibile che un Paese come la Cina richieda esenzioni progettate per i Paesi molto più poveri”. Lagarde non ha dubbi: “Un WTO riformato aiuterebbe a evitare che le controversie commerciali si intensifichino in qualcosa di peggio”.

    Nuove voci di dimissioni per Lagarde

    La presidente della BCE dettaglia un’agenda precisa di cose da fare, ma non è chiaro fino a che punto lei stessa sarà presente e attiva in questo percorso. Iniziano a farsi insistenti le voci su una sua fine anticipata. Il mandato di Lagarde scade a fine ottobre 2027, ma c’è chi la vorrebbe correre per le presidenziali francesi o capo del governo sotto la presidenza Macron. Voci smentite, come l’interessata fa ormai da oltre sei mesi. Certo, lasciare in anticipo vorrebbe dire affidare il percorso di nomina del successore agli attuali leader, in particolare quelli di Francia e Germania, Paesi con elezioni proprio nel 2027, prima della scadenza di mandato di Lagarde. Così facendo si avrebbe una garanzia di scelte condotte da leader più euro-convinti di altri. Lei glissa e smentisce. E, intanto, continuando a ragionare nella logica del ruolo che ricopre, invita la politica a riformare il WTO.

    Tags: Banca Centrale europeabceChristine Lagardecommerciodazidonald trumpOrganizzazione mondiale del commerciostati unitiWto

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