Bruxelles – Impegno fermo e rafforzato nel partenariato strategico in materia di energia. In un momento di timori per i prezzi di gas e petrolio a seguito dell’attacco di Israele e USA all’Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz, l’Unione Europea e la Repubblica dell’Azerbaigian hanno confermato e ribadito un lavoro a quattro mani nel settore. Ieri (3 marzo), Baku ha ospitato la 12ma riunione ministeriale del Consiglio consultivo del Corridoio meridionale del gas e la quarta del Consiglio consultivo per l’energia verde a cui hanno partecipato i rappresentanti di 27 governi partner e di 60 istituzioni e aziende, tra cui il Commissario europeo per l’Energia e l’Housing, Dan Jørgensen, e il Ministro dell’Energia dell’Azerbaijian, Parviz Shahbazov. L’incontro ha evidenziato il fermo impegno delle due parti nel loro partenariato strategico nel campo dell’energia, che comprende un approvvigionamento di gas naturale a prezzi accessibili, stabile e sicuro, la promozione delle energie rinnovabili, l’efficienza energetica, la produzione di idrogeno, la riduzione delle emissioni di metano e la tutela dell’ambiente.
“La nostra partnership energetica con l’Azerbaigian sta procedendo di pari passo con la transizione energetica pulita dell’Europa”, ha affermato Jorgensen. “Oggi abbiamo rafforzato la cooperazione nell’intero spettro energetico, dalla sicurezza delle forniture di gas e dalla riduzione delle emissioni di metano alla modernizzazione delle reti e all’espansione delle energie rinnovabili”, ha spiegato sottolineando che “l’Azerbaigian e la regione in generale hanno un immenso potenziale per un’ulteriore cooperazione in materia di energie rinnovabili, efficienza energetica e connettività regionale”.
Durante le sessioni, le parti hanno riaffermato l’importanza del Corridoio meridionale del gas (SGC) come infrastruttura affidabile per la diversificazione degli approvvigionamenti dell’Unione Europea. Secondo la Direzione generale per l’Energia, si tratta di un “sistema di trasmissione che fornisce il gas azero a un numero crescente di clienti in modo affidabile e competitivo” e “i partner regionali hanno riconosciuto il successo delle operazioni dell’SGC per il quinto anno consecutivo, segnando un contributo significativo alla diversificazione dell’approvvigionamento energetico dell’UE”. A questo proposito, i dati presentati indicano che nel 2025 l’Azerbaigian e la SOCAR – cioè la compagnia petrolifera e del gas nazionale interamente statale dell’Azerbaigian – hanno fornito agli Stati membri dell’UE 12,5 miliardi di metri cubi di gas naturale, registrando un incremento del 53,8 per cento rispetto ai volumi del 2021.
Il dibattito si è, poi, esteso allo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e alle condizioni di finanziamento per futuri investimenti. Un punto centrale della discussione è stata la sostenibilità ambientale dell’industria del gas, con un focus particolare sulla riduzione delle emissioni di metano attraverso iniziative come il quadro Oil and Gas Methane Partnership 2.0 che copre il 42 per cento della produzione mondiale di petrolio e gas, per aiutare a comprendere le posizioni esatte e i volumi di metano emesso, consentendo un passaggio dalle stime alle misurazioni dirette delle emissioni di metano, verificate da verificatori indipendenti.
Oltre alla sicurezza degli approvvigionamenti, la riunione ha affrontato la sfida della transizione ecologica. La dichiarazione alla stampa di Jorgensen e Shahbazov ha richiamato le valutazioni dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) e dell’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, IRENA, secondo cui il raggiungimento degli obiettivi climatici entro il 2030 richiede un’accelerazione dell’elettrificazione e un potenziamento degli investimenti nelle reti e nello stoccaggio energetico.
In quest’ottica, l’Unione Europea e l’Azerbaijan hanno avviato una collaborazione per la creazione di corridoi di energia verde che colleghino il potenziale rinnovabile dell’Asia centrale e dell’Azerbaijan con il mercato europeo. E, a questo proposito, il commissario Jørgensen ha evidenziato come il Caucaso meridionale possa emergere come un hub strategico per le tecnologie pulite e le infrastrutture moderne, sottolineando l’interesse delle imprese europee a contribuire con capitali e competenze tecniche. “Il Caucaso meridionale può emergere come un polo per lo sviluppo di tecnologie pulite e infrastrutture. Le imprese europee sono ansiose di contribuire con la loro tecnologia, i loro investimenti e le loro competenze. Collaborando con governi, istituzioni finanziarie e settore privato, possiamo trasformare questa visione in realtà”, ha osservato Jorgensen.
Infine, a margine delle riunioni ministeriali, si è tenuta una tavola rotonda sugli investimenti per la “connettività verde” tra UE e Azerbaijan. L’incontro ha coinvolto istituzioni finanziarie internazionali e aziende private con l’obiettivo di definire i prossimi passi per l’efficienza energetica e la connettività regionale. Le delegazioni hanno confermato la propria disponibilità a proseguire la cooperazione in vista della COP31 in Turchia, focalizzandosi sulla flessibilità dei sistemi elettrici e sulle interconnessioni transfrontaliere. Il Ministro Shahbazov ha concluso ribadendo che l’Azerbaijan intende consolidare il proprio ruolo di partner strategico, affiancando alla storica fornitura di gas naturale una nuova offerta nel settore delle energie rinnovabili.










![La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/eurogruppo-260327-120x86.jpg)