Bruxelles – Una piattaforma di social media pubblica a livello europeo che si ponga come alternativa ai servizi commerciali attualmente esistenti. Questa è l’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) dal titolo “European Public Social Network” che la Commissione europea ha oggi (4 marzo) ufficialmente registrato. L’iniziativa immagina un social network concepito come un servizio per la società, che sia finanziato dalla collettività e sottoposto alla sua supervisione.
Gli obiettivi principali sono ambiziosi: la piattaforma dovrebbe restare imparziale e indipendente dalle pressioni politiche, garantendo al contempo la tutela dei diritti di tutti i cittadini senza distinzioni.
La Commissione ha dichiarato la proposta legalmente ammissibile, confermando che rispetta i criteri formali: non esula dai poteri della Commissione, non è abusiva e non contrasta con i valori dell’Unione. Tuttavia, questa registrazione non costituisce ancora una valutazione del merito né una garanzia di futura adozione.
Gli organizzatori hanno sei mesi per avviare la raccolta delle firme, che durerà un anno. Affinché la Commissione dell’UE sia obbligata a rispondere e a decidere quali azioni intraprendere, l’iniziativa deve raccogliere almeno un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno sette diversi Stati membri.
In un contesto dove i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni si affida ai social media come fonte primaria di informazione per l’attualità sociale e politica (il 65 per cento secondo Eurobarometro) la sicurezza digitale e la lotta alla disinformazione sono già da tempo diventate una priorità politica nell’agenda della Commissione Europea. Davanti a quello che è stato definito un “Far West digitale”, l’Unione Europea è già ricorsa ai ripari: già a luglio la Commissione aveva lanciato il prototipo per un’app per la verifica dell’età che protegga i minori da contenuti dannosi e algoritmi che creano dipendenza senza violare la loro privacy e cinque Paesi, tra cui l’Italia, la stanno ora testando. Contemporaneamente, quella che il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha definito una “coalizione di volenterosi digitali” composta da sei Stati membri sta spingendo per imporre un limite minimo di 16 anni per l’accesso alle piattaforme commerciali.










![La video riunione dell'Eurogruppo [27 marzo 2026. Foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/eurogruppo-260327-120x86.jpg)