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    Home » Politica Estera » L’allarme dei vertici UE agli ambasciatori: “Siamo in un nuovo mondo, servono decisioni più rapide”

    L’allarme dei vertici UE agli ambasciatori: “Siamo in un nuovo mondo, servono decisioni più rapide”

    La conferenza degli ambasciatori europei si articola in cinque giornate di lavoro e riunisce oltre 145 delegazioni da tutto il mondo. Assenti i rappresentanti europei nei Paesi del Golfo e del Medio Oriente

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    9 Marzo 2026
    in Politica Estera
    Von der Leyen, Kallas alla Conferenza annuale ambasciatori 2026

    Von der Leyen, Kallas alla Conferenza annuale ambasciatori 2026

    Bruxelles – “Siamo in un nuovo Mondo”. All’inaugurazione della conferenza annuale degli ambasciatori dell’Unione europea (9 marzo), l’Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas ha ammonite sul “Sign of the Times”, il segno dei tempi che l’Europa e il mondo stanno vivendo. Un periodo in cui “le premesse che hanno guidato i rapporti globali per decenni non possono più essere date per scontate”, segnato da continui sviluppi geopolitici. All’incontro, che si articolerà in cinque giornate, mancano i rappresentanti europei nei Paesi del Golfo e del Medio Oriente, che non hanno potuto viaggiare per essere presenti alla conferenza a Bruxelles. Dai vertici delle istituzioni europee hanno invece partecipato la stessa Kallas, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Tutte concordi su un punto: “Siamo in un nuovo mondo” e “l’ordine mondiale che conoscevamo non tornerà più”.

    È stata proprio Kallas ad aprire i lavori della conferenza, che riunisce oltre 145 delegazioni europee nel mondo. L’Alta rappresentante ha sottolineato il valore della rete diplomatica europea, ricordando come gli ambasciatori siano una componente centrale della presenza dell’Unione sulla scena internazionale: “Questa conferenza è di grande importanza, perché voi rappresentate l’Europa nel mondo, ma anche ciò che l’Europa può essere domani. E in un momento in cui la crescita del potere geopolitico dell’Europa non è mai stata così importante come lo è adesso, siete davvero la nostra risorsa più grande”.

    Prima di partire per la sessione plenaria di Strasburgo, Metsola ha voluto ringraziare i presenti e richiamare l’attenzione sulla fase delicata che l’Unione europea sta attraversando. “Non dobbiamo sottovalutare la gravità della situazione, quanto saranno cruciali i nostri prossimi passi o quale ruolo dovrà svolgere l’Europa”. L’Unione europea “non può farsi trovare impreparata”. Nel nuovo contesto geopolitico, ha aggiunto, anche il processo decisionale europeo deve adattarsi a una realtà internazionale sempre più rapida e instabile: “In questo nuovo mondo non possiamo più permetterci il lusso del tempo per prendere decisioni nel modo in cui le abbiamo sempre prese e aspettarci che il mondo capisca; dobbiamo cominciare a vedere il mondo così com’è, non come vorremmo che fosse”. Da qui l’invito a rafforzare la capacità di reazione dell’Europa, prendendo “decisioni più velocemente” quando le circostanze lo richiedono e assumendo “azioni decisive” laddove la situazione lo renda necessario.

    A chiudere gli interventi istituzionali è stata von der Leyen, che ha ribadito come il contesto internazionale stia attraversando una fase di cambiamento profondo. Dure le parole della presidente nei confronti del regime iraniano: “Voglio essere chiara: non si dovrebbero versare lacrime per il regime iraniano che ha inflitto morte e imposto repressione al suo stesso popolo: questo ha causato devastazione e destabilizzazione in tutta la regione”. Allo stesso tempo, von der Leyen ha invitato l’Europa a prendere pienamente atto del nuovo scenario globale: “L’Europa non può più essere la custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che è scomparso e non tornerà”. Pur continuando a sostenere il sistema internazionale basato sulle regole, ha spiegato, l’Unione dovrà “costruire il proprio percorso e trovare nuove modalità di cooperazione con i partner”. In questo quadro diventa quindi necessario interrogarsi anche sugli strumenti della politica estera europea: “Dobbiamo chiederci se le nostre istituzioni e i nostri processi decisionali, pensati per un mondo di stabilità e multilateralismo, tengano il passo con la velocità del cambiamento che ci circonda“, ha affermato, sottolineando la necessità di capire se il sistema costruito finora, “con tutti i suoi tentativi benintenzionati di consenso e compromesso”, sia oggi “più un aiuto o un ostacolo alla nostra credibilità come attore geopolitico”.

    Tags: ambasciatoricommissione europeaConferenza ambasciatori europei 2026Irankaja kallasparlamento europeopolitica esteraroberta metsolasicurezzaursula von der leyen

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