Bruxelles – L’Europa ha aumentato la portata e l’elettrificazione del suo sistema ferroviario, ma ne ha ridotto la lunghezza. E’ quanto avvenuto negli ultimi 35 anni circa: secondo i dati divulgati attraverso un comunicato da Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione Europea, nel 2024 il 40,8 per cento dei tracciati ferroviari europei era almeno a doppio binario e questo rappresenta un miglioramento del 31,8 per cento rispetto al 1990. Inoltre, sebbene la lunghezza sia diminuita dell’8 per cento nel 2024 rispetto al 1990, passando dai 220.410 chilometri ai 201.314 chilometri, i dati mostrano un lieve aumento nella percentuale di linee elettrificate, che sono salite dal 39,9 per cento del 1990 al 57,6 per cento del 2024.
L’Italia, con il 46 per cento, si colloca al quinto posto – dopo Belgio (81,2 per cento), Paesi Bassi (70,5 per cento), Francia (62,8 per cento) e Germania (48,6 per cento) – per percentuale di lunghezza totale delle proprie linee ferroviarie a doppio binario e registra la crescita maggiore in termini assoluti (+2.040 km) dopo la Spagna (+3.550 km) nello stesso periodo. La Penisola, ancora a fianco del Paese iberico, marca anche un altro dato significativo, quello dell’incremento delle linee ad alta velocità dal 2008 al 2024: la Spagna ha registrato +1.948 km (pari al +56,6 per cento) e l’Italia +565 km (pari al +106,2 per cento). Tra gli altri Paesi europei, la Francia ha avuto un aumento di 883 km (47,3 per cento) e la Germania di 295 km (+34,1 per cento). In generale, la rete ad alta velocità nell’UE è lievitata di oltre l’80 per cento nel periodo 2008-2024.
Sebbene la lunghezza sia diminuita dell’8 per cento nel 2024 rispetto al 1990 (201.314 km rispetto a 220.420 km) i dati riportano un lieve aumento nella percentuale di linee elettrificate: nel 1990 era il 39,9 per cento e nel 2024 è salita al 57,6 per cento. Tra i leader dell’elettrificazione compaiono il Lussemburgo con il 96,7 per cento (il valore più alto nell’UE), il Belgio, 88,0 per cento, la Svezia 75,1 per cento la Bulgaria 74,6 per cento e i Paesi Bassi 74,4 per cento. Tra i Paesi con i tassi più bassi ci sono l’Irlanda con appena 53 km di linee elettrificate (2,6 per cento), la Lituania (8,1 per cento), l’Estonia (12,0 per cento) e la Lettonia (13,7 per cento).
La maggior densità della rete ferroviaria si riscontra nelle aree popolate con volumi relativamente elevati di trasporto merci. Nel 2024, la Repubblica Ceca aveva la maggiore densità della rete ferroviaria con 123,2 metri di linee ferroviarie per km2 di superficie terrestre, davanti al Belgio (118,7 m/km2) e alla Germania (110 m/km2). Le densità più basse sono state registrate in Grecia (14 m/km2), Finlandia (19,4 m/km2) e Svezia (26,8 m/km2).
Infine, rispetto ai parametri di sicurezza, Eurostat riporta i dati dell’Agenzia ferroviaria dell’Unione europea (ERA) secondo cui, nel 2025, il Lussemburgo era l’unico Paese completamente dotato di ETCS, il sistema europeo di controllo dei treni, uno standard basato su apparecchiature installate nella cabina di guida in grado di supervisionare i movimenti dei treni. Il Lussemburgo viene seguito dal Belgio (90,3 per cento delle linee ferroviarie) e dalla Danimarca (51,6 per cento), mentre i Paesi meno attrezzati erano l’Ungheria (1,6 per cento), la Croazia (3,0 per cento), la Germania e la Romania (entrambi con il 3,2 per cento). L’Italia si colloca poco sopra il fanalino di coda con un 6,8 per cento di linee ferroviarie dotate di sistema ETCS.








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