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    Home » Diritti » Belgio da mesi in sciopero, oltre 80 mila in piazza contro le riforme del governo

    Belgio da mesi in sciopero, oltre 80 mila in piazza contro le riforme del governo

    Dall'insediamento della coalizione di governo nel febbraio 2025, il Belgio vive un anno di mobilitazione permanente contro le riforme di Bart De Wever, in un clima di scontro frontale che ha già portato decine di migliaia di persone in piazza a più riprese

    Caterina Mazzantini di Caterina Mazzantini
    12 Marzo 2026
    in Diritti
    Una foto della manifestazione dello sciopero a Bruxelles il 12 marzo 2026
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    Bruxelles – In poco più di un anno di governo di Bart De Wever il Belgio è già sceso in piazza decine di volte e paralizzato più volte il Paese con scioperi generali e nazionali. Oggi (12 marzo) è stata un’altra giornata di sciopero generale, con una manifestazione nazionale indetta dai tre principali sindacati belgi (FGTB-ABVV, CSC-ACV e CGSLB-ACLVB), che da mesi si battono contro politiche che, a loro dire, indeboliscono i diritti dei lavoratori. Il focus è la lotta contro le misure del governo federale guidato dal leader del partito di destra fiammingo N-VA (Alleanza Neo-Fiamminga), Bart De Wever, tra cui modifiche al sistema di indicizzazione salariale, maggiore flessibilità del lavoro e nuove regole pensionistiche. Secondo i dati della polizia, a Bruxelles circa 80 mila persone hanno preso parte al corteo, mentre i sindacati stimano un’affluenza superiore alle 100 mila presenze, rendendola una delle più grandi mobilitazioni in Belgio degli ultimi anni.

    Dall’insediamento del governo a febbraio 2025, i sindacati hanno già organizzato numerosi scioperi e manifestazioni in risposta alle politiche economiche e del lavoro del nuovo esecutivo. Con il governo appena insediato, il 31 marzo dell’anno scorso hanno promosso uno sciopero generale, seguito da una giornata di mobilitazione nazionale il 29 aprile. Particolarmente significativi, poi, sono stati i tre giorni di sciopero nazionale del 24, 25 e 26 novembre scorsi, che hanno paralizzato trasporti e servizi pubblici in gran parte del Paese. “L’autunno del 2025 è stato un periodo caldo. I tre sindacati, insieme all’intera società civile, hanno radunato 140 mila persone a Bruxelles per una manifestazione storica in ottobre. Novembre è stato segnato da uno sciopero e da un’azione altrettanto storici, durati quattro giorni, guidati anch’essi da un fronte sindacale unito”, si legge in un comunicato.

    Le ragioni della mobilitazione risiedono nell’insoddisfazione verso le politiche di austerità e le riforme strutturali del governo De Wever. Come riportato da La Libre, i sindacati definiscono queste misure “ingiuste e disumane”, sostenendo che colpiscano selettivamente i lavoratori e i segmenti più fragili della società. Uno dei punti centrali della protesta riguarda il potere d’acquisto. In un contesto di crescita inflazionistica, i sindacati denunciano che i salari non tengono il passo. Il punto di scontro principale è il blocco dell’indicizzazione salariale: toccare questo meccanismo di adeguamento automatico dei salari al costo della vita è considerato dai leader sindacali, come il presidente della Federazione Generale del Lavoro Belga, Bert Engelaar, un vero e proprio “attentato alla dignità” dei lavoratori, come racconta Le soir. Inoltre, la riforma delle pensioni è l’altro grande fronte di conflitto. I manifestanti si oppongono all’introduzione del cosiddetto “malus pension”, un meccanismo che penalizzerebbe chi lascia il lavoro prima dei termini previsti. Infine, oltre alla previdenza, i sindacati contestano la direzione intrapresa dal governo in merito alla flessibilità del lavoro. Sotto accusa ci sono l’allentamento delle regole sul lavoro notturno e sugli straordinari che, secondo le denunce, saranno meno retribuiti e porteranno i dipendenti a lavorare fino allo sfinimento.

    Tags: BelgioGoverno belgamanifestazionisciopero nazionaliue

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