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    Home » Economia » Iran, allarme Ifo: “Con caro-energia -0,2 per cento di crescita in Germania”

    Iran, allarme Ifo: “Con caro-energia -0,2 per cento di crescita in Germania”

    Il think tank tedesco avverte dei rischi derivanti dal conflitto in atto in Medio oriente per la prima economia dell'eurozona: contrazione nel 2026 e nel 2027. Se il prezzo del petrolio non scende in ballo altri 0,2 punti percentuali

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    12 Marzo 2026
    in Economia

    Bruxelles – La guerra in Iran ‘spegne’ l’economia tedesca. A lanciare l’allarme è l’istituto Ifo, uno dei più importanti think-tank tedeschi, che nelle proprie previsioni economiche per la Germania diffuse oggi (12 marzo) vede deterioramenti “a seguito della guerra in Medio oriente”. Nello specifico si ritiene che un aumento a breve termine dei prezzi dell’energia “rallenterebbe la crescita economica quest’anno di circa 0,2 punti percentuali rispetto alle stime prebelliche”, il che significa che l’istituto prevede una crescita dello 0,8 per cento quest’anno e dell’1,2 per cento nel 2027.

    Sulla frenata della principale economia dell’eurozona pesano le aspettative negative per i costi di produzione, consegne e consumi, spiega Timo Wollmershäuser, responsabile delle previsioni dell’ifo: “Attualmente prevediamo che il tasso di inflazione salirà a poco meno del 2,5 per cento se i prezzi del petrolio e del gas scenderanno di nuovo nelle prossime settimane”. Tuttavia, mette in guardia, “se i prezzi dei combustibili fossili rimarranno al livello attuale, notevolmente aumentato, per un periodo di tempo prolungato, l’inflazione potrebbe raggiungere un picco di poco inferiore al 3 per cento“. Quest’ultimo scenario dalle quotazione del prezzo del greggio per barile a livelli elevati per un lasso prolungato “rallenterebbe la crescita di ulteriori 0,2 punti percentuali“. 

    La Germania rischia, dunque, una contrazione compresa tra il -0,2 per cento e il -0,4 per cento di PIL. Una frenata che potrebbe ripercuotersi sul resto dell’area dell’euro, a cominciare dall’Italia che è legata all’economia tedesca soprattutto per ciò che riguarda la componentistica. C’è comunque una buona notizia, sottolinea Wollmershäuser: “Nonostante lo shock dei prezzi dell’energia, è probabile che la ripresa in Germania continui nel resto dell’anno, soprattutto perché la spesa pubblica aggiuntiva per infrastrutture, neutralità climatica e difesa sarà ampliata e avrà un impatto crescente sulla domanda”.

    Ad ogni modo, secondo l’istituto Ifo, in tutti gli scenari il tasso di disoccupazione tedesco per il 2027 sarà inferiore a quello del 2026. Tutto o quasi, comunque, “dipender dalla durata dei conflitti armati in Medio Oriente e dalle conseguenti incertezze economiche”, ricorda il responsabile delle previsioni del think-tank.

    Tags: crescitaeurozonaIfoinflazioneIranIstituto IfoMedio Oriente

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