Bruxelles – Il primo turno delle elezioni amministrative in Francia ha offerto una fotografia nitida delle tensioni politiche che accompagneranno il Paese verso le presidenziali del 2027. I risultati nei 35mila comuni al voto mostrano un indebolimento della coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron, a favore di una polarizzazione tra la destra radicale del Rassemblement National (RN) e le diverse anime della sinistra.
Il Rassemblement National ha ottenuto una vittoria significativa a Perpignan, dove il sindaco uscente Louis Aliot è stato confermato già al primo turno, consolidando l’unica grande città finora governata dal partito di Marine Le Pen. A Nizza, il quadro è altrettanto favorevole per la destra radicale: Eric Ciotti, leader dell’Unione delle destre per la Repubblica e stretto alleato di RN, ha ottenuto oltre il 43 per cento dei consensi, staccando nettamente il sindaco uscente Christian Estrosi, esponente del fronte centrista-macronista fermo al 31 per cento. Anche a Tolone il successo sembra vicino, con la portavoce di RN Laure Lavalette che guida con il 42 per cento dei voti, superando Josée Massi della lista civica di destra. A Marsiglia, invece, la sfida resta apertissima: il candidato di RN Franck Allisio ha ottenuto circa il 35 per cento, finendo in un sostanziale pareggio tecnico con il sindaco uscente di sinistra, l’indipendente Benoît Payan, sostenuto dai Socialisti.
Per la sinistra moderata, Parigi si conferma la roccaforte principale. Emmanuel Grégoire, candidato del Partito Socialista e già vice della sindaca uscente Anne Hidalgo, ha ottenuto quasi il 38 per cento, distanziando Rachida Dati, candidata dei Repubblicani (LR), ferma al 25 per cento. Tuttavia, per vincere al secondo turno, Grégoire dovrà cercare un difficile accordo con Sophia Chikirou, candidata della France insoumise (LFI), che ha incassato il 12 per cento. Questa alleanza è complicata dalle forti divergenze tra i Socialisti di Olivier Faure e la sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon, acuite da recenti polemiche riguardanti gruppi antifascisti a Lione. Mentre la sinistra moderata tiene nelle grandi città, LFI ha segnato un punto storico a Saint-Denis, strappando il comune proprio ai Socialisti e diventando la forza egemone nel principale centro dell’Île-de-France dopo la capitale.
In questo scenario di generale arretramento per i centristi, l’unico a sorridere è l’ex primo ministro Edouard Philippe. Rieletto sindaco a Le Havre con oltre il 43 per cento, Philippe ha blindato la sua leadership nel partito Horizons e, soprattutto, la sua futura candidatura alle presidenziali. Il suo successo contrasta con il declino dei candidati ufficiali di Macron, che in molte province hanno perso voti a favore delle liste di destra. Ora l’attenzione si sposta sui ballottaggi, dove la strategia di Jordan Bardella di “tendere la mano” ai moderati di destra sfiderà la capacità della sinistra di ricompattarsi nonostante le fratture interne.


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