Bruxelles – “La politica fiscale può diventare uno dei più forti pilastri del dinamismo economico dei prossimi anni“, in grado di guidare l’agenda della competitività europea e realizzare la doppia transizione verde e digitale. Ne è convinto Makis Keravnos, ministro delle Finanze di Cipro, Paese che ricopre il semestre di presidenza di turno del Consiglio dell’UE. Perché la possibilità intravista si tramuti in realtà serve, però, un nuovo slancio che porti le diverse politiche nazionali a essere più “allineate”, scandisce in occasione del simposio sul fisco organizzato dalla Commissione europea.
Allineamento vuol dire rendere i sistemi di tassazione meno nazionali e più europei, passaggio obbligato per il ministro delle Finanze di Cipro. Perché, lamenta, “diversi quadri normativi e diverse interpretazioni creano barriere, soprattutto per le piccole e medie imprese che vorrebbero crescere a livello trans-frontaliero”. Così facendo gli attori del tessuto economico-produttivo non riescono ad innovare. Ecco allora che “la semplificazione non è solo una convenienza burocratica, quanto un facilitatore di crescita”.
Keravnos utilizza l’agenda dei lavori a dodici stelle per dare un assaggio della portata di politiche fiscali oculate: “Quando ben concepite le tasse possono attrarre capitale privato in ricerca e sviluppo, trasformazione digitale e transizione verde“, scandisce citando quelli che sono il fulcro del raggio d’azione dell’UE a guida Ursula von der Leyen. Il Green Deal europeo, con al centro gli investimenti in clean-tech e soluzioni avanzate, è tutto questo. Ma ricerca e sviluppo riguardano anche il settore della difesa, sempre più strategico e prioritario.
I governi devono, quindi, uscire dalla vecchie logiche. Secondo il presidente di turno dell’Ecofin – data la presidenza di turno di Cipro del Consiglio UE – “le tasse non devono solamente finanziare la spesa pubblica, ma incoraggiare l’innovazione e sostenere la crescita“. Vuol dire incentivare dove serve, ridurre dove si può. Suggerimenti che si aggiungono a quelli della Commissione europea, peraltro non nuovi nel caso italiano, di riduzione del cuneo fiscale sul lavoro. Se si vuole davvero portare l’UE a crescere ed essere competitiva non c’è alternativa, secondo Keravnos: “La politica fiscale è spesso percepita come complessa e tecnica, eppure plasma gli incentivi che guidano i comportamenti economici, influenza le scelte di investimento e il modello di sviluppo industriale”. Ecco perché la politica fiscale può rappresentare un traino importante. Ma ciò, “se riusciamo a modernizzare e semplificare i nostri sistemi fiscali”, puntualizza il ministro.
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