Bruxelles – “Al momento non sappiamo in quale scenario ci troviamo“. L’ammissione dell’incapacità di agire arriva dal commissario europeo per l’Economia, Valdis Dombrovskis, che riconosce l’impossibilità per l’esecutivo comunitario di decidere come muoversi rispetto alla guerra in Iran e la crisi in Medio Oriente per le oggettive difficoltà a capire che piega sta prendendo o potrebbe prendere ciò che è in atto. L’unica cosa che si sa, e che è praticamente ciò su cui tutti, dentro e fuori il collegio dei commissari, sono d’accordo, è che “occorre ridurre la tensione e riaprire lo stretto di Hormuz” al traffico merci, aggiunge Dombrovskis nel corso dell’audizione in commissione Giuridica del Parlamento europeo.
La situazione difficile da decifrare sembra essere una critica, probabilmente anche un’accusa, al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per manovre militari che proseguono senza alcuna consultazione con gli europei e per annunci contraddittori nei toni: prima la minaccia di nuovi bombardamenti, poi l’annuncio di negoziati in corso con il regime degli ayatollah smentiti dalla repubblica islamica. Un modo di fare che certamente non aiuta a creare margini di certezze e quindi di manovre.
In una situazione dove risulta difficile orientarsi, ancor più complesso è capire come muoversi. Lo sa la Banca centrale europea, che pur ravvisando peggioramenti per inflazione e crescita ha scelto di lasciare invariati i tassi di interesse e rinviare le decisioni del caso a fine aprile. Anche la Commissione europea sembra orientata a temporeggiare, si evince dalle parole di Dombrovskis, che comunque avverte: che si tratti di allentamento delle regole sugli aiuti di Stato o misure di sostegno alle famiglie di fronte ai nuovi rincari dei prezzi dell’energia, “non dobbiamo abusare dei nostri strumenti” concepiti per gestire situazioni eccezionali temporanee.
Certamente la crisi in Medio Oriente e la guerra in Iran rilancia l’agenda delle riforme: “Le sfide che l’Europa si trova ad affrontare in termini di crescita e produttività si stanno accumulando da tempo”, ricorda Dombrovskis, che aggiunge: “L‘urgenza di affrontare queste sfide è aumentata notevolmente nel mondo odierno, in rapida evoluzione e sempre più complesso”.
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