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    Home » Politica » Aula divisa ma sull’immigrazione vince il ‘sì’ alla stretta, il Parlamento UE approva il controverso regolamento rimpatri

    Aula divisa ma sull’immigrazione vince il ‘sì’ alla stretta, il Parlamento UE approva il controverso regolamento rimpatri

    Via libera con 389 voti a favore, 206 contrari e 32 astensioni. Socialisti, liberali e sinistra accusano il PPE: "Tradisce sé stesso alleandosi con l'estrema destra". Strada (PD): "È regolamento deportazioni". Esultano Lega e FdI. Ora il negoziato inter-istituzionale con il Consiglio

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    26 Marzo 2026
    in Politica
    [foto: Alessia Mastropietro/imagoeconomica]

    [foto: Alessia Mastropietro/imagoeconomica]

    Bruxelles – Il Parlamento europeo avalla la stretta sui migranti e consolida la maggioranza composta da Partito popolare europeo ed estrema destra. Dopo il voto a inizio marzo in commissione Libertà civili, oggi (26 marzo), sulle nuove regole UE in materia di rimpatri, l’Aula si divide ma approva la proposta di regolamento ed è ora pronta ad avviare i negoziati con il Consiglio – cioè i Paesi membri – per arrivare al testo finale. Punto saliente della posizione dell’Eurocamera, per come sono stati approvati i testi, è la stretta sugli immigrati irregolari, per cui i rimpatri possono essere operati in tempi rapidi. Di fatto, i cittadini di Paesi terzi destinatari di una decisione di rimpatrio sono tenuti a cooperare con le autorità competenti per lasciare il territorio dell’UE. In caso di resistenza o non cooperazione, i rimpatriandi possono essere detenuti fino a 24 mesi. I rimpatri, secondo l’orientamento del Parlamento UE, possono essere effettuati verso un Paese terzo anche sulla base di un accordo con gli Stati membri o l’Ue (inclusi i cosiddetti hub di rimpatrio).

    Per le persone che, secondo le autorità nazionali degli Stati membri, rappresentano un rischio per la sicurezza, vengono introdotte norme più rigorose, che permettono espulsioni più facili e controlli più rigidi. Ma sono soprattutto le prime due disposizioni a risultare controverse, come confermato già dai numeri: l’Aula approva con 389 voti a favore, 206 contrari e 32 astensioni, registrando una divisione netta.

    Insorge e attacca il gruppo della sinistra radicale (La Sinistra): “Mentre l’UE dovrebbe preparare un piano umanitario per i potenziali sfollati causati dalla guerra in Iran, la destra e l’estrema destra europee spingono per le deportazioni di massa“, critica l’eurodeputata spagnola Estrella Galan, secondo cui “il vergognoso Regolamento sui rimpatri permette la creazione di Guantánamo al di fuori dell’UE e si avvia verso un’ICE europea, incoraggiando retate ed espulsioni”.

    Il voto di oggi (26 marzo) certifica la convergenza tra il PPE e le forze dello spettro della destra in tutte le sue declinazioni, da quella conservatrice (ECR), a quella più nazionalista (PfE) e più intransigente (ESN). Lo denuncia anche Sandro Gozi (RE): “Il PPE ha scelto di spostarsi stabilmente a destra, inseguendo e legittimando le posizioni dell’estrema destra. È una deriva politica chiara e pericolosa”. Quella approvata, sostiene, “è una risposta sbagliata a un problema reale: molta propaganda, pochi risultati concreti e il rischio prevedibile di una nuova ondata di contenziosi giudiziari che finiranno per bloccarne l’attuazione”.

    Alle critiche di liberali e sinistra radicali si aggiungono quelle dei socialisti. Dura Cecilia Strada (indipendente PD/S&D): “Le scene che abbiamo condannato negli Usa, i bambini di 5 anni portati via dalla polizia, potranno diventare realtà in Europa grazie al Regolamento Rimpatri che sarebbe più giusto chiamare regolamento deportazioni“. Quindi l’affondo alla maggioranza di governo: “la destra italiana, quella che dice di difendere la famiglia e i bambini, oggi ha votato per mettere in galera fino a due anni le famiglie con i bambini e i minori non accompagnati”. Il capo delegazione del PD, Nicola Zingaretti, rincara la dose: “I popolari europei tradiscono la loro storia. Non è con la detenzione di bambini che si aumenta la sicurezza delle persone“. Per gli eurodeputati di Alleanza Verdi e Sinistra – Leoluca Orlando, Cristina Guarda, Ignazio Marino, Benedetta Scuderi, Ilaria Salis e Mimmo Lucano – “prevedendo periodi di detenzione più lunghi, la possibilità di detenere minori e i rimpatri verso centri al di fuori dell’UE, il PPE, insieme all’estrema destra, sta smantellando ciò che resta dei diritti fondamentali in Europa”.

    Esulta invece Nicola Procaccini, europarlamentare di FdI e co-presidente del gruppo dei conservatori (ECR): “Siamo estremamente soddisfatti del risultato ottenuto”. Questo regolamento “permetterà di avere un sistema più efficace, anche più severo, in termini di rimpatri, di procedure, e in termini di impedimento di accesso”. Insiste però sulla possibilità di creazione di hub nei Paesi terzi perché, sostiene, “la linea del governo Meloni è diventata la linea europea“. Anche gli alleati del Carroccio plaudono al voto: “Il testo approvato accoglie la linea di fermezza che la Lega e i Patrioti hanno sostenuto con determinazione”, il commento di Susanna Ceccardi (Lega/PfE), che tiene a sottolineare che il testo “consente l’utilizzo pieno dei centri di rimpatrio situati fuori dall’Unione europea, come quelli realizzati dall’Italia in Albania”, oggetto di preoccupazioni del Consiglio d’Europa e di dubbi dell’avvocato generale del Tribunale UE.

    Tags: immigrazionelegaparlamento europeopdrimpatriue

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