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    Home » Cronaca » L’Europa brucia: nel 2025 è record di incendi con più di un milione di ettari perduti

    L’Europa brucia: nel 2025 è record di incendi con più di un milione di ettari perduti

    Secondo i numeri diffusi oggi (31 marzo) dalla piattaforma EFFIS, nel 2025 si sono registrati 7.783 incendi boschivi all'interno dell'UE. I paesi più colpiti sono Spagna, Portogallo, Romania e Italia

    Giorgio Dell'Omodarme di Giorgio Dell'Omodarme
    31 Marzo 2026
    in Cronaca
    [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Bruxelles – Nel corso del 2025, quasi 1,08 milioni di ettari di suolo – una superficie più o meno equivalente a quella di Cipro – sono stati bruciati da incendi boschivi divampati all’interno dell’Unione Europea. Con un dato in netta crescita rispetto ai 400mila ettari perduti del 2024, quella dello scorso anno è stata la peggiore stagione di sempre per il Vecchio Continente in quanto ai danni prodotti da roghi forestali (il precedente record negativo era stato registrato nel 2017, quando fu sfiorato il milione di ettari). A rendere noti questi numeri è stato oggi (31 marzo) lo European Forest Fire Information System (EFFIS) – la piattaforma web che monitora gli incendi in Europa, Medio Oriente e Nord Africa – in un report che mette in evidenza quelle che la Commissione Europea, in una nota di commento allo studio, definisce come “nuove e preoccupanti dinamiche: stagioni degli incendi che iniziano prima e durano di più, ondate di calore più frequenti e intense e incendi che si diffondono ad altitudini sempre maggiori, colpendo regioni prima considerate a basso rischio”.

    L’EFFIS, il cui coordinamento è in capo al Centro Comune di Ricerca della Commissione Europea, ha contato 7.783 roghi all’interno dell’UE nel corso del 2025, con un primo picco registrato già nel mese di marzo. Come scrive Palazzo Berlaymont, la stagione degli incendi è cominciata “con un insolito anticipo“, se si considera che alla fine del primo trimestre erano già andati perduti più di 100mila ettari di terreno. Dopo un periodo di relativa quiete tra aprile e maggio, la situazione è andata rapidamente – e prevedibilmente – peggiorando con l’inizio dell’estate: le fiamme hanno inghiottito più di 500mila ettari di suolo nel mese di luglio e quasi 900mila ettari ad agosto.

    Guardando ai dati dei singoli Paesi, l’epicentro dei roghi si colloca nell’area del Mediterraneo: durante l’ondata di calore agostana, solo in Spagna e Portogallo sono andati perduti 460.584 ettari di terreno, una cifra che rappresenta quasi la metà delle perdite complessive a livello UE nel corso di tutto l’anno. Proprio i due Paesi della Penisola Iberica guidano la classifica degli Stati europei per numero di ettari bruciati da incendi nel 2025. La Spagna è in testa con circa 401mila ettari, il Portogallo segue con 284mila e a completare la ‘top 3’ c’è la Romania con 134mila ettari. Sul fronte del numero assoluto di incendi, invece, il Paese europeo più colpito è l’Italia, con 1.910 roghi in tutto il 2025 (per un totale di 96.539 ettari di terreno bruciati). Al secondo posto si colloca la Spagna (1.359), mentre il gradino più basso del podio è occupato dalla Francia (1.312).

    Una specifica sezione del rapporto è dedicata agli incendi che hanno colpito porzioni di terreno che facevano parte dei cosiddetti ‘siti Natura2000‘, aree europee protette e destinate alla conservazione della biodiversità e alla salvaguardia dell’habitat naturale di animali e vegetali rari o minacciati. Secondo lo studio, i roghi sviluppatisi nel corso del 2025 hanno coinvolto più di 424mila ettari di terreni appartenenti a queste zone protette (circa il 39 per cento del totale) e ancora una volta i tre Paesi più colpiti sono stati la Spagna (circa 171mila ettari), il Portogallo (poco più di 51mila ettari) e la Romania (93mila ettari). Anche l’Italia ha dovuto fare i conti con danni significativi sotto questo punto di vista, con circa 27.200 ettari di siti Natura2000 inghiottiti dagli incendi.

    Infine, EFFIS ha unito i dati UE a quelli di altre regioni del mondo, scattando la fotografia di un fenomeno sempre più globale. Sommando i numeri dell’UE con quelli del resto del Vecchio Continente, del Medio Oriente e del Nord Africa, si arriva a un totale di circa 2,2 milioni di ettari bruciati da incendi boschivi nel corso del 2025. In particolar modo, lo studio richiama l’attenzione sulla situazione dell’Ucraina: con il 39 per cento del totale degli incendi registrati nel report, è di gran lunga il Paese più colpito tra quelli analizzati da EFFIS.

    Lo scorso 25 marzo, anticipando i numeri del rapporto odierno, la Commissione Europea aveva presentato la nuova Strategia per affrontare la crescente minaccia degli incendi boschivi. L’iniziativa si pone l’obiettivo di “coprire l’intero ciclo di rischio dei disastri”, dalla prevenzione al recupero dell’area una volta domate le fiamme. Più nel dettaglio, la nuova Strategia mira a “rendere i territori più resilienti al fuoco attraverso una gestione sostenibile dell’ecosistema e il ripristino della natura; rafforzare i meccanismi di allerta precoce e monitoraggio attraverso EFFIS e Copernicus (il principale programma spaziale dell’UE dedicato al monitoraggio della Terra, ndr) e potenziare la capacità di lotta agli incendi con una flotta di aerei antincendio dell’UE, lo schieramento preventivo dei vigili del fuoco in aree critiche e la creazione di un nuovo hub europeo per la lotta agli incendi sull’isola di Cipro“.

    Tags: climaCommissione europeaCopernicusEFFISincendiincendi boschiviincendi nell'UEroghisurriscaldamento globale

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