Bruxelles – L’attuale epidemia di Ebola – che si sta sviluppando “rapidamente” nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) e in Uganda – è motivo di seria preoccupazione, ma “il rischio di infezione per la popolazione generale in Europa resta molto basso”. È quanto spiega il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) nel suo ultimo bollettino in cui specifica di star intensificando il proprio supporto sul campo.
Al 24 maggio 2026, nella Repubblica Democratica del Congo sono stati segnalati oltre 900 casi sospetti di malattia da Ebola, mentre l’Uganda ne ha finora segnalati sette. “L’ECDC continua a valutare come bassa la probabilità di infezione per chiunque provenga dall’UE e dallo Spazio economico europeo (SEE) e viva o viaggi nelle aree colpite, a condizione che segua le misure precauzionali raccomandate”, precisa ancora.
In generale, però, “l’attuale epidemia è motivo di seria preoccupazione e, per molti aspetti, non è paragonabile alle precedenti epidemie di Ebola”. Secondo l’ECDC, “la situazione estremamente complessa nella regione colpita rende considerevolmente più difficile adottare contromisure efficaci” ed “è ulteriormente complicata dal fatto che questa epidemia è causata dal virus Bundibugyo, per il quale al momento non esiste un vaccino autorizzato né una terapia specifica”.
In questo contesto, al fine di raccogliere informazioni di prima mano sul campo, l’ECDC sta collaborando “strettamente” con i partner per rafforzare la propria presenza attraverso la Task Force sanitaria dell’Unione europea a supporto della Repubblica Democratica del Congo e dell’Uganda. “Ciò consentirà inoltre al Centro di raccogliere informazioni più dettagliate sullo screening in uscita, che l’ECDC continua a ritenere cruciale per ridurre il rischio identificando i viaggiatori sintomatici”, spiega il Centro UE per il controllo e le prevenzione della malattie. Inoltre ciò consentirà allo stesso ECDC di “aggiornare tempestivamente la propria valutazione del rischio e le raccomandazioni per l’Unione europea e lo Spazio economico europeo”.
Tra le azioni intraprese dall’ECDC ci sono il supporto ai Paesi dell’UE/SEE per fornire consigli di viaggio chiari e pratici a tutti coloro che arrivano dalle aree colpite, comprese le indicazioni su come comportarsi in caso di comparsa di sintomi; assistenza ai Paesi dell’UE/SEE per rafforzare la capacità di individuare e isolare rapidamente chiunque sia infetto e arrivi dalle regioni colpite, e per attuare tutte le necessarie misure di controllo; aggiornamenti epidemiologici quotidiani; una prossima pubblicazione di pareri scientifici dell’ECDC sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni nell’UE/SEE; l’invio di un esperto dell’ECDC ai Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie nell’ambito della Task Force sanitaria dell’UE per supportare il coordinamento e la pianificazione operativa. Inoltre, “è in corso un più ampio invio di esperti dell’ECDC nella regione tramite la Task Force” e si sta portando avanti un “lavoro su uno studio di modellizzazione sulla probabilità di importazione di casi nell’UE/SEE”.
Infine, tra le altre azioni intraprese, ci sono la cooperazione con il settore dell’aviazione per rafforzare la sicurezza di tutti i passeggeri a bordo, garantendo un approccio coerente alla gestione dei casi sospetti durante i voli, e lo sviluppo di una serie di infografiche per i responsabili politici, gli operatori sanitari e il pubblico in generale.











![da sinistra: il primo ministro albanese, Edi Rama; la viceministra per gli Affari europei di Cipro, Marilena Raouna; la commissaria per l'Allargamento, Marta Kos [foto: European Council]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/albania-access-120x86.jpeg)