Bruxelles – Bagagli a mano e dove portarli, un dilemma che per l’UE resterà tale. La Commissione europea non ha intenzione di intervenire per armonizzare le dimensioni richieste dalla compagnie aree, perché, parola del commissario ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, l’esecutivo comunitario “non ritiene che le variazioni nelle norme relative alle dimensioni del bagaglio a mano costituiscano un ostacolo alla libera circolazione o al funzionamento del mercato interno”.
Dunque i passeggeri dovranno continuare a studiare attentamente la politica per zaini e trolley da cappelliera e prendere nota delle loro dimensioni. Ciò nonostante un’esplicita richiesta che giunge dai banchi de La Sinistra, con la finlandese Merja Kyllönen che contesta le pratiche in uso – l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) raccomanda che il bagaglio a mano non superi le dimensioni di 56 cm x 45 cm x 25 cm, ma poi ognuno applica le proprie – e suggerisce di intervenire come fatto per il caricabatterie di telefoni cellulari e disposivi elettronici, reso universale.
La sua interrogazione parlamentare viene però evasa: la Commissione, come precisato da Tzitzikostas, non intende intervenire. La libera circolazione non è compromessa, e per quanto riguarda il funzionamento del mercato “le diverse prassi adottate dalle compagnie aeree non costituiscono di per sé una pratica abusiva o sleale e non sono necessariamente indice di una violazione” delle normative. Già, il diritto. C’è soprattutto un nodo giuridico complicato da sciogliere, già evidenziato dalla prima Commissione von der Leyen a gennaio 2024, in risposta alla risoluzione che il Parlamento europeo ha già adottato per chiedere di porre fine alla giungla dei bagagli a mano: “La risoluzione sembra spingersi un po’ troppo oltre nell’affermare che la libertà di determinazione dei prezzi dei vettori aerei, riconosciuta dall’articolo 22 del regolamento sulla prestazione dei servizi aerei, non consenta la variabilità delle politiche delle compagnie aeree in materia di bagaglio a mano”.
La questione, in sintesi, è che imporre misure standard per i bagagli a mano a tutte le compagnie aeree potrebbe ledere la libertà di impresa, violare regole della stessa UE e generare procedure legali da cui Bruxelles vuole tenersi a distanza. Già la prima Commissione von der Leyen ha ammesso “la complessità del caso” e “la necessità di un’ulteriore analisi”, e Tzitzikostas conferma che la linea non è cambiata. Come non cambieranno, per ora, le regole sui bagagli a mano. L’attualità definisce altre priorità, a cominciare dallo stop alla guerra in Iran e alla chiusura dello stretto di Hormuz: il conflitto potrebbe risolvere il problema dei bagagli a mano con il taglio dei voli.
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