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    Home » Energia » Gestori europei del gas: “Fare scorte subito, la guerra in Iran riduce offerta di GNL”

    Gestori europei del gas: “Fare scorte subito, la guerra in Iran riduce offerta di GNL”

    La Rete europea ENTSOG: "Mercati e produzione sotto pressione, fondamentale iniziare a iniettare il prima possibile, anche già ad aprile"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    9 Aprile 2026
    in Energia
    gas

    Impianto di gas [foto: imagoeconomica via Qatarenergy L]

    Bruxelles – Agire in fretta e prepararsi a mettere mano al portafogli: la via dell’Unione Europea per la sicurezza delle riserve di gas passa per questi due suggerimenti, che suonano da campanello d’allarme. A lanciarlo è la Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione del gas (ENTSOG), nella relazione sulle prospettive del mercato. Lo stato di salute dell’UE? Non delle migliori, secondo il bilancio tracciato da Piotr Kuś, Direttore Generale di ENTSOG: “L’Europa si appresta ad affrontare la stagione estiva delle iniezioni con un livello di riserve molto inferiore rispetto agli ultimi anni, in un momento in cui i mercati energetici globali e l’offerta sono sotto pressione” per via della guerra di Stati Uniti e Israele in Iran.

    Data la situazione, quindi, “è fondamentale iniziare a iniettare gas il prima possibile, anche già ad aprile, e continuare fino a novembre, per garantire livelli adeguati per l’inverno a venire”, continua Kus. Anche perché, sottolinea la relazione della la Rete europea dei gestori dei sistemi di trasmissione del gas, proprio per via di livelli minori di scorte della materia energetica, “per ricostituire le riserve di gas in vista del prossimo inverno, l’Europa avrebbe bisogno di importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) superiori a quelle registrate in passato, oltre a un maggiore utilizzo delle infrastrutture del gas”.

    È qui che arriva l’avvertimento vero per l’UE: “L’escalation del conflitto nel Golfo Persico sta riducendo la disponibilità globale di GNL e limitando la capacità di ricostituire i depositi“. L’Unione europea deve quindi sbrigarsi ad accaparrarsi ciò che il mercato permette di far arrivare. In questa corsa l’ostacolo principale rischia di diventare il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Dopo lo stop a ogni acquisto di gas russo quale risposta all’invasione dell’Ucraina, l’UE ha iniziato a comprare GNL statunitense in volumi massicci, ma in un contesto politico diverso, in cui le relazioni euro-atlantiche erano consolidate. Adesso l’inquilino della Casa Bianca è molto più imprevedibile, e pronto a minacce di ogni tipo, che si tratti di dazi o di uscire dalla NATO. Piaccia o no, l’UE dovrà farci i conti, poiché, avverte l’ENTSOG, “garantire l’approvvigionamento di GNL, coordinare i programmi di manutenzione e mantenere la flessibilità operativa in termini di capacità di stoccaggio e importazione sono elementi essenziali per evitare il rischio di livelli di stoccaggio insufficienti e per supportare la flessibilità del sistema”.

    Tags: EntsoggasIranriserve di gasue

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