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    Home » Diritti » Nelle UE più respingimenti e crollo di presenze irregolari di persone migranti

    Nelle UE più respingimenti e crollo di presenze irregolari di persone migranti

    Secondo i dati di Eurostat, i divieti di ingresso sono stati il 7,1 per cento in più rispetto al 2024. I cittadini ucraini risultano i più colpiti. L'Italia guida la classifica per i respingimenti via mare

    Caterina Mazzantini di Caterina Mazzantini
    12 Maggio 2026
    in Diritti
    PORTO NAVE LIFE SUPPORT EMERGENCY ATTRACCA A BARI CON 120 MIGRANTI EQUIPAGGIO SBARCO MIGRANTI. IMMIGRAZIONE UE. Source: Imagoeconomica

    Imagoeconomica

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    Bruxelles – L’Unione europea respinge di più le persone migranti. Secondo l’ultimo rapporto Eurostat, l’Ufficio Statistico dell’Unione europea, nel 2025, ai confini esterni dell’UE hanno ricevuto un rifiuto d’ingresso 132.600 cittadini di Paesi extra europei, pari a un aumento del 7,1 per cento rispetto ai 123.835 del 2024.

    La geografia dei respingimenti vede la Polonia in prima linea, con 28.960 ingressi negati (pari al 21,8 per cento del totale UE); seguono la Francia (12.210, il 9,2 per cento), la Croazia (12.090, il 9,1 per cento) e la Spagna (10.610, l’8 per cento). L’Italia è al quinto posto – dopo la Romania (7,6 per cento, 10.135 persone) – con il 6,7 per cento, per un totale di 8.875 persone respinte.

    Analizzando le nazionalità di chi si è visto negare l’accesso, i cittadini ucraini sono i più numerosi con 26.970 casi; seguono i cittadini di Albania (12.430), Moldavia (11.660), Colombia (6.565), Turchia (5.635) e Serbia (5.440).

    La tipologia delle frontiere e il primato marittimo dell’Italia

    I respingimenti avvenuti lungo i confini terrestri sono la maggioranza dei casi (53,9 per cento del totale). Qui i numeri più alti sono stati registrati da Polonia (26.355), Croazia (11.660) e Romania (9.185). Seguono le dogane aeree che costituiscono il 43,1 per cento dei respingimenti. La Francia è il Paese con più dinieghi negli aeroporti (10.080), seguita da Spagna (9.980) e Germania (7.465). Infine, le frontiere marittime che rappresentano il 3,0 per cento del totale UE. In quest’area, però, l’Italia detiene il triste primato europeo per respingimenti via mare con 1.405 casi registrati nel 2025, seguita da Francia (1.035) e Grecia (405).

    Le autorità doganali e di frontiera applicano criteri rigorosi per l’accesso. Nel 2025, il motivo principale di rifiuto è stato la mancata giustificazione dello scopo e delle condizioni del soggiorno (30,3 per cento dei casi). Altre cause rilevanti includono il superamento del limite dei 3 mesi di permanenza in un periodo di 6 mesi (16,9 per cento) e l’assenza di un visto o permesso di soggiorno valido (15,3 per cento).

    Il calo delle presenze irregolari, gli ordini di espulsione e i rimpatri

    Il numero di persone trovate in posizione di soggiorno irregolare all’interno del territorio UE è sceso a 719.395, un netto calo del 21,7 per cento rispetto al 2024. In termini di nazionalità, il gruppo più numeroso di persone presenti irregolarmente è quello dei cittadini algerini (70.905, un aumento del 22 per cento rispetto al 2024), seguiti da afghani (42.635, -29 per cento), marocchini (39.030, -20,6 per cento) e ucraini (36.800, -17,7 per cento).

    Oltre ai controlli ai confini, l’attività amministrativa interna all’Unione ha registrato un’accelerazione nel numero di provvedimenti di allontanamento. Nel 2025, sono stati 491.950 i cittadini di Paesi terzi a cui è stato intimato di lasciare il territorio dell’UE, un incremento del 5,8 per cento rispetto ai 464.985 casi del 2024. La Francia ha guidato questa classifica con 137.550 ordini emessi (il 28 per cento del totale UE), seguita da Germania (55.240, l’11,2 per cento) e Spagna (53.700 con il 10,9 per cento). L’Italia ha avuto 21.295 ordini emessi, pari al 4 per cento. I cittadini più colpiti da tali provvedimenti sono stati quelli di Algeria (45.725), Marocco (29.030) e Turchia (24.780). Sul fronte delle esecuzioni, i rimpatri effettivi verso Paesi terzi sono balzati a 135.460 unità, segnando un aumento del 20,9 per cento su base annua. La Germania ha avuto il numero più alto di rimpatri portati a termine (29.295), seguita da Francia (14.940) e Svezia (11.250). L’Italia era a 4.780. I cittadini turchi (13.405) e georgiani (10.475) rappresentano le nazionalità con il maggior numero di ritorni documentati. Un dato significativo riguarda le modalità di rientro: nel 2025 mentre il 59,4 per cento dei rimpatri nell’UE è avvenuto su base volontaria, l’Italia si è distinta come l’unico Stato membro ad aver dichiarato esclusivamente rimpatri forzati.

    Tags: eurostatimmigrazionemigrantirimpatriucrainaue

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