Bruxelles – L’Unione europea ha pagato la Confederazione africana di calcio (CAF), il massimo organismo per le competizioni calcistiche del continente, per promuovere le campagne di cooperazione politica durante la Coppa d’Africa 2025. Una politica di comunicazione costata 5,5 milioni di euro, che produce l’indignazione dell’estrema destra in Parlamento europeo. “Come giustifica la Commissione una partnership finanziaria con un’entità i cui vertici sono regolarmente implicati in scandali di corruzione?”, domanda polemica l’europarlamentere Jean-Paul Garraud (RN/PfE), nella sua interrogazione presentata per chiedere lumi. La risposta sta nelle opportunità.
“La Coppa d’Africa è seguita da quasi due miliardi di spettatori in tutto il mondo, il che la rende un’importante opportunità di visibilità”, spiega il commissario per lo Sviluppo, Josef Sikela, che non nega l’uso di fondi UE per pagare l’acquisto di spazi pubblicitari durante la competizione per nazioni africane, e anzi lo rivendica. “La Commissione prende molto sul serio il suo dovere di comunicare le politiche e i programmi dell’UE”, e proprio “per questo motivo ha concordato una partnership con la Confederazione Africana di Calcio come mezzo per raggiungere un pubblico di giovani adulti difficile da intercettare”.
Nello specifico si tratta di promuovere il Global Gateway, la strategia da 300 miliardi di euro per investimenti in tutto il mondo, inclusa l’Africa, e che la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, vuole potenziare e portare ad una potenza di 400 miliardi. In tal senso, insiste Sikela, la coppa d’Africa rappresenta un’opportunità e la CAF il partner ideale per accordi di questo tipo. “Grazie alla crescente diffusione sulle piattaforme digitali, i tornei rappresentano un canale fondamentale per comunicare gli investimenti dell’UE in Africa e il sostegno ai giovani in tutto il continente, anche attraverso la strategia Global Gateway”.
Quanto all’uso dei fondi, questi non saranno né sprecati né usati in modo improprio, assicura ancora il commissario per lo Sviluppo a nome dell’intera Commissione europea. Il contratto con la Confederazione africana di calcio “ha rispettato le verifiche e le garanzie standard previste per questo tipo di accordi, in linea con il Regolamento finanziario dell’UE”. Inoltre, assicura ancora, “come per tutte le condizioni dei contratti relativi ad azioni esterne finanziate dall’UE, l’accordo prevede rigorose verifiche, controlli, analisi e obblighi di rendicontazione”.
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