Bruxelles – “Oggi celebriamo un legame profondo”, con queste parole l’ambasciatrice d’Italia in Belgio, Federica Favi, ha aperto la Conferenza “Fulco Ruffo di Calabria: asso dell’Aeronautica militare italiana e Senatore del Regno d’Italia”, per sottolineare come, fisicamente e simbolicamente “sua Maestà la Regina Paola con le sue origini italiane, come figlia di un eroe di guerra e Senatore del Regno d’Italia, rappresenta lei stessa un ponte prezioso tra le nostre nazioni”. Già perché Fulco, uno dei cinque più importanti piloti dell’Aeronatuca italiana, con almeno 20 vittorie durante la Prima Guerra Mondiale, come ha ricordato Antonio Conserva, Capo di Stato Maggiore dell’Arma, di Paola era il padre, ed era dunque il nonno dell’attuale re dei Belgi, Filippo.
Nei saloni della Residenza ufficiale dell’Ambasciatrice italiana, nella serata del 18 maggio anche l’ex re dei belgi Alberto II, l’ex regina Paola e due dei loro figli: la principessa Astrid e il principe Laurent, per partecipare alla Conferenza organizzata ad ottanta anni dalla morte del principe, che fu compagno di Francesco Baracca nella gloriosa 91ª Squadriglia, della quale divenne comandante nel 1918, dopo la morte dell’Asso degli assi.
Favi nella sua introduzione ha ammesso che “quel che colpisce ancora oggi non è soltanto l’eroismo militare. È la dimensione umana della figura di Fulco Ruffo di Calabria, che apparteneva a quella generazione europea che aveva conosciuto la tragedia della guerra, ma che continuava a credere nei valori dell’onore, della dignità e della responsabilità personale”. Il principe pilota, decorato di quattro medaglie di bronzo, una d’argento e una d’oro,
Di Fulco Ruffo Favi ha ricordato tre dimensioni, “quella storica, di un aviatore che sfidò il nemico nei cieli in guerra per la propria patria; quella di un padre che i figli ricordano non solo per le medaglie ma per i valori trasmessi, ed infine diplomatica, per i legami tra Italia e Belgio che non si fondano solo su trattati ma su famiglie e su cittadini onorevoli”.
Anche l’ex regina Paola ha voluto ricordare pubblicamente il padre, che pure si godette solo per pochi anni: “Era una persona che divideva il suo tempo tra il Senato e la nostra proprietà in campagna – ha detto la mamma del re dei Belgi -, con l’agricoltura che era una sua grande passione. Per lui, il senso della famiglia e del dovere erano essenziali”.







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