Do Nascimento Cabral ha sottolineato che negli ultimi due anni la crescita costante della produzione di barbabietola da zucchero nell’UE e il conseguente eccesso di offerta sul mercato, hanno fatto sì che si prendesse in considerazione la possibilità di sospendere gli accordi di trasformazione (DPI) nel settore saccarifero. Gli accordi di trasformazione DPI (o più correttamente procedure doganali per perfezionamento/trasformazione) sono regimi doganali speciali che permettono di importare nell’Unione materiali o merci extra-UE per sottoporli a lavorazioni, senza pagare i dazi doganali sulle componenti originali. Il portoghese ha spiegato che le raffinerie di canna da zucchero in Portogallo, Spagna e Italia dipendono dai DPI per l’approvvigionamento di zucchero grezzo di canna, per cui è improbabile che tali stabilimenti siano in grado di sostituirli con un altro prodotto senza dover pagare dazi all’importazione significativi e insostenibili. “I volumi di raffinazione della canna da zucchero sono diminuiti negli ultimi due anni, mentre la produzione di zucchero di barbabietola è aumentata, il che indica che le raffinerie di canna da zucchero non hanno contribuito all’attuale squilibrio del mercato”, ha concluso.
La risposta è arrivata per iscritto il 26 maggio 2026. In rappresentanza dell’esecutivo, Hansen, ha ribadito, innanzitutto, che la Commissione riconosce l’importanza delle raffinerie di zucchero di canna per garantire un approvvigionamento sufficiente di zucchero al mercato dell’UE e il loro ruolo nel sostenere l’economia locale e l’occupazione. Inoltre, come raccomandato dal Gruppo di alto livello sullo zucchero, l’esecutivo tenta di preservare l’equilibrio tra gli interessi dei produttori di zucchero di barbabietola e delle raffinerie di zucchero di canna dell’UE. Ciò si riflette, ad esempio, nei negoziati commerciali, dove palazzo Berlaymont mira a tenere conto degli interessi di entrambi i settori. In linea con questo approccio, il commissario ha ricordato i recenti accordi con il Mercosur e l’Australia, che includono quote tariffarie esenti da dazi per l’importazione di zucchero grezzo, consentendo alle raffinerie di accedere a zucchero di canna a prezzo competitivo sul mercato globale.
“Rispetto al biennio 2022/23, la produzione e le scorte di riporto nel 2026 e nel 2027 dovrebbero essere significativamente più elevate” ha affermato, aggiungendo che “si sta valutando la sospensione delle procedure di trasformazione in entrata per un periodo limitato e con una clausola di revisione”. Ciò porterebbe all’attuazione di un blocco temporaneo dei processi che permettono il trasferimento o l’integrazione dei prodotti saccariferi nell’ UE e di inserire una disposizione, la clausola di revisione, che permetterebbe alla Commissione di verificare periodicamente le condizioni di mercato e normative e di valutare la riapertura o la modifica delle regole di ingresso. Così facendo, durante questo periodo, le raffinerie avranno accesso allo zucchero di canna grezzo proveniente da Paesi che godono di accesso preferenziale al mercato UE per rifornire i loro mercati locali, ma l’esecutivo non ha fornito ulteriori dettagli. Secondo le stime della Commissione, i contingenti tariffari (Tariff Rate Quota, TRQ)- meccanismi di politica commerciale che consentono di importare una specifica quantità di una determinata merce dazi doganali ridotti e/ azzerati – previsti dagli accordi di libero scambio esistenti e dagli obblighi internazionali offrono la possibilità di importare oltre 700mila tonnellate a dazi ridotti e 530mila tonnellate esenti da dazi.
Oltre ai TRQ, lo zucchero di canna grezzo può essere importato a dazi e quote azzerate da Paesi con cui l’ Unione ha un accordo di partenariato economico o che rientrano nel regime “Tutto tranne le armi” (Everything but Arms, EBA), un’agevolazione commerciale UE che garantisce l’accesso al mercato comunitario in esenzione totale da dazi e contingenti per tutti i prodotti, ad eccezione di armi e munizioni.

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