Bruxelles – Nel 2025, in tutta l’Unione europea 10,45 milioni di persone erano assunte con il titolo di ‘specialisti in tecnologie dell’informazione e della comunicazione’ (ITC), pari al 5 per cento di tutti gli occupati. I dati, diffusi dall’Istituto di statistica dell’UE (Eurostat), riflettono una crescita lieve, ma costante. La quota, spiega l’Istituto, è aumentata di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il numero di specialisti ICT ha registrato una crescita più sostenuta nel 2020 (+7,1 per cento) e nel 2021 (+5,7 per cento). Ha perso slancio negli anni successivi: +4,0 per cento tra il 2022 e il 2023, +4,5 per cento tra il 2023 e il 2024 e +2,6 per cento tra il 2024 e il 2025. Nonostante il recente rallentamento, però, secondo l’Eurostat la crescita è comunque presente ed è sintomo della capacità di resistere alle fluttuazioni economiche.
Anche la quota di specialisti ICT sul totale degli occupati è in aumento ed è passata dal 3,5 per cento nel 2015 al 5 per cento nel 2025. Inoltre, il numero di specialisti ICT impiegati nell’UE è aumentato del 59,4 per cento nel periodo compreso tra il 2015 e il 2025, un incremento sei volte superiore a quello corrispondente (9,8 per cento) dell’occupazione totale.
Il Paese dell’UE con la quota più alta di specialisti ICT sul totale degli occupati è la Svezia, con l’8,9 per cento, primato che aveva già ottenuto nel 2024. A seguirla ci sono Lussemburgo, con 8,7 per cento, e Finlandia (7,8 per cento). Le quote più basse, invece, sono state registrate in Grecia (2,5 per cento), Romania (2,7 per cento) e Italia (3,8 per cento). In generale, invece, il Paese con più lavoratori ITC è la Germania: con 2,3 milioni di persone, ha dato lavoro a più di un quinti degli specialisti ICT impiegati nell’UE.
Per quanto riguarda la distribuzione di genere, nel 2025 la stragrande maggioranza (80,5 per cento) degli specialisti ICT impiegati nell’UE era composta da uomini. Rispetto al 2015, la quota di donne è aumentata di 3 punti percentuali. Le percentuali più basse di donne impiegate come specialiste del settore sono state registrate in Repubblica Ceca (12,9 per cento), Ungheria (15 per cento) e Slovacchia (15,5 per cento). Percentuali più alte, invece, in Romania (27,8 per cento), Lettonia (25,9 per cento) e Bulgaria (25 per cento).
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