Bruxelles – La Commissione europea ha ordinato a Meta di ripristinare l’accesso a WhatsApp per gli assistenti di intelligenza artificiale generici di terze parti, adottando misure provvisorie nell’ambito di un’indagine antitrust ancora in corso. L’intervento punta a impedire che le restrizioni introdotte dalla piattaforma possano alterare in modo irreversibile la concorrenza in un mercato emergente come quello degli AI assistant, considerato strategico per il futuro dell’economia digitale.
Secondo Bruxelles, nei mercati digitali in rapida evoluzione il vantaggio competitivo si può consolidare molto prima della conclusione di un procedimento formale. Questo significa che – senza interventi tempestivi – la decisione finale dell’autorità rischierebbe di arrivare quando gli effetti sul mercato sono già irreversibili. È proprio su questa base che la Commissione ha deciso di attivare lo strumento delle misure provvisorie, ordinando il ripristino immediato dell’accesso.
La decisione si inserisce in un quadro più ampio di attenzione delle istituzioni europee verso il controllo delle grandi piattaforme digitali e il loro impatto sui mercati emergenti dell’intelligenza artificiale.
Ribera: “Intervenire prima che la concorrenza venga compromessa in modo irreparabile”
Nel motivare la decisione, la vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, ha sottolineato la necessità di un’azione immediata per proteggere la struttura concorrenziale del mercato.
“Siamo intervenuti per imporre a Meta di ripristinare l’accesso a WhatsApp per gli assistenti AI concorrenti mentre valutiamo se le restrizioni possano violare le regole di concorrenza dell’Unione europea”, ha dichiarato Ribera. “Nei mercati in rapida evoluzione, la concorrenza può essere compromessa molto prima che venga adottata una decisione finale”, ha aggiunto.
La vicepresidente ha spiegato che le misure resteranno in vigore per tutta la durata dell’indagine proprio “per prevenire un danno che sarebbe quasi impossibile da riparare”.
Secondo la Commissione, il punto centrale è il ruolo di WhatsApp come infrastruttura digitale essenziale: l’accesso alla piattaforma rappresenta un canale cruciale per raggiungere i consumatori europei. Ribera ha sottolineato che le misure “tutelano la concorrenza nel crescente mercato degli assistenti AI, preservando un punto di accesso chiave come WhatsApp e consentendo alle imprese di innovare, scalare e sviluppare il proprio potenziale”.
L’ex ministra spagnola ha richiamato anche la dimensione dell’utente, evidenziando che l’intervento odierno mira a “preservare la libertà di scelta dei cittadini europei in merito all’assistente AI che preferiscono utilizzare su WhatsApp, senza che qualcun altro prenda questa decisione al posto loro“.
L’indagine su Meta, la chiusura dell’API e il rischio di esclusione dal mercato
Il caso nasce dall’indagine avviata dalla Commissione nel dicembre 2025, dopo una modifica delle condizioni di accesso da parte di Meta alla Whatsapp Business API, l’interfaccia tecnica che permette alle aziende di collegare i propri sistemi all’applicazione di messaggistica. L’attenzione delle autorità europee si è concentrata su una decisione adottata il 15 ottobre 2025, quando la piattaforma ha introdotto una nuova policy che ha escluso gli assistenti AI generici di terze parti dall’utilizzo dell’infrastruttura.
In pratica, a partire da quella data, solo l’assistente proprietario Meta AI ha mantenuto accesso alla piattaforma, mentre i competitor sono stati esclusi. Secondo la Commissione, questa condotta potrebbe costituire, almeno in via preliminare, un abuso di posizione dominante ai sensi dell’articolo 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), in quanto assimilabile a un rifiuto di accesso a un’infrastruttura digitale precedentemente aperta.
Nel marzo 2026 Meta ha parzialmente modificato la propria posizione, riaprendo l’accesso agli operatori terzi, ma introducendo un sistema di pagamento per l’utilizzo della API. Ed è proprio questo elemento ad aver sollevato nuove perplessità da parte della Commissione. Secondo Bruxelles, il nuovo modello tariffario potrebbe avere un effetto equivalente a una chiusura del mercato, poiché i costi risulterebbero proibitivi per molti operatori, in particolare le startup e i soggetti appena entrati nel settore.
La Commissione sottolinea che il mercato degli assistenti AI è ancora in una fase iniziale e altamente sensibile: le condizioni competitive si stanno formando proprio ora e possono essere influenzate in modo decisivo dalle scelte delle grandi piattaforme. In questo contesto, limitare o rendere economicamente difficile l’accesso a un’infrastruttura come WhatsApp rischia di orientare in modo permanente l’evoluzione del settore.
Per questo motivo, Bruxelles ha ordinato a Meta di ripristinare entro cinque giorni lavorativi l’accesso alle condizioni precedenti al 15 ottobre 2025, quindi senza costi e senza restrizioni discriminatorie. Le misure resteranno in vigore fino alla conclusione dell’indagine antitrust, che non ha una scadenza definita.
In caso di mancato rispetto della decisione, la Commissione può imporre sanzioni fino al 10 per cento del fatturato globale annuo dell’azienda, oltre a penalità quotidiane fino al 5 per cento del fatturato medio giornaliero.
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