Bruxelles – Quella del 15 giugno 2026 è già una data storica: l’UE ha aperto i primi capitoli negoziali con l’Ucraina e la Moldova, segnando l’avvio ufficiale del processo di adesione di Kiev all’Unione europea. Gli stati membri hanno superato dubbi, divisioni e veti, permettendo di trovare quell’unanimità richiesta per procedere all’avvio di un processo fin qui promesso ma non così scontato.
Il processo di adesione prevede che una volta chiesto e ottenuto lo status di ‘candidato’, il Paese avvi il processo di negoziato politico su un totale di 32 capitoli, raggruppati per categoria (cluster). Prassi vuole che si inizi a discutere dei cosiddetti ‘fondamenti’, cluster che comprende Magistratura e diritti fondamentali (capitolo 23), Giustizia, libertà e sicurezza (capitolo 24), Appalti pubblici (capitolo 5), Statistiche (capitolo 18) e Controllo finanziario (capitolo 32). Per l’Ucraina e la Moldova è giunto il momento di discutere questi primi cinque capitoli. È l’inizio del percorso che prevede dapprima l’apertura di tutti i capitoli negoziali, e poi la loro chiusura. Una volta chiusi tutti i capitoli negoziali allora il Paese può diventare di diritto uno Stato membro dell’UE.
Esulta Marilena Raouna, viceministro per gli Affari europei di Cipro, Paese con la presidenza di turno del Consiglio dell’UE: “Quello di oggi rappresenta un momento storico della presidenza cipriota e invia un messaggio chiaro: il futuro dell’Ucraina e dei suoi cittadini è saldamente ancorato all’Unione europea“. L’allargamento, sottolinea, “non è solo un’opportunità strategica per l’Ucraina, ma anche un investimento strategico in un’Europa più forte, più sicura e più unita”. È qui il passaggio politico chiave di un processo inteso a sottrarre Ucraina e Moldova dalle influenza russe, in quello che è un continuo avanzare dell’Europa verso i territori dell’ex Unione sovietica.
L’UE, soprattutto, mostra di tenere fede agli impegni. Era cresciuto il fronte degli Stati membri – Italia compresa – che chiedeva di aprire quanto meno un primo cluster negoziale per l’Ucraina a giugno, e l’UE ci riesce senza nemmeno dover ricorrere ai leader (la riunione è prevista questo giovedì, 18 giugno). I 27 si erano interrogati sulla necessità di aprire anche tutti i capitoli negoziali, alla fine si sceglie di partire. Un messaggio, e soprattutto una dimostrazione di affidabilità politica.

![Il primo ministro ungherese, Péter Magyar, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen [Foto: European Union, 2026]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/06/P-069610_00-06_02-HIGH-976602-350x250.jpg)








