Bruxelles – Il futuro bilancio dell’Unione europea per il periodo 2028-2034 deve consentire di affrontare le nuove sfide strategiche senza penalizzare le politiche previste dai Trattati, a partire dalla Politica di coesione, dalla Politica Agricola Comune e dalla Politica Comune della Pesca. Ne sono convinti i Paesi cosiddetti ‘Amici della Coesione’ che oggi hanno avuto una riunione prima dell’inizio del Consiglio europeo a Bruxelles promossa da Italia e Romania e presieduta dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. A partecipare, sono stati i capi di Stato o di governo di diciassette Paesi UE in totale: Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Ungheria. L’obiettivo lanciato dai promotori – Meloni e il presidente romeno Nicusor Dan – era quello di rafforzare il coordinamento politico sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea, in una fase considerata “cruciale” nella trattativa che definirà le priorità strategiche e l’architettura del futuro bilancio europeo.
In una nota stampa, Palazzo Chigi ha spiegato che, nel corso dell’incontro, i leader hanno riaffermato “la forte convergenza che ha caratterizzato il lavoro comune avviato nel dicembre 2025 e culminato nella dichiarazione presentata al Consiglio Affari Generali del 26 maggio” scorso,
quando in sedici (senza Cipro per via del suo ruolo di presidente di turno del Consiglio UE) hanno presentato una
dichiarazione congiunta contro la proposta della Commissione europea per il QFP che prevede tagli ai fondi per le politiche a sostegno dei territori e dell’agricoltura.
Oggi, “è stata ribadita la convinzione condivisa che il futuro bilancio dell’Unione debba consentire di affrontare le nuove sfide strategiche senza penalizzare le politiche previste dai Trattati, a partire dalla politica di coesione, dalla Politica Agricola Comune e dalla Politica Comune della Pesca”, ha evidenziato Chigi. “I partecipanti hanno sottolineato come tali politiche rappresentino investimenti essenziali per il futuro dell’Europa, in grado di rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale, la sicurezza alimentare, la competitività e la resilienza delle comunità europee”, ha specificato ancora. Infine, i leader dei 17 Paesi hanno confermato “la comune determinazione a mantenere una posizione unitaria nel negoziato e a proseguire un’azione coordinata anche a livello politico, assicurando continuità, visibilità ed efficacia all’azione del gruppo in tutte le fasi della trattativa sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale”.
Si confermano, così, le attese di un dibattito complesso domani tra i Ventisette. Così come la ricerca di un equilibrio entro fine anno. Con le due ‘fazioni’ che per ora vedono contrapposti i 17 Paesi ‘Amici della Coesione’ e i sei ‘Frugali’.